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Post coronavirus: l’industria lombarda e la ripresa responsabile

Dal 18 maggio le attività economiche e produttive possono riprendere da dove si erano interrotte, ma devono svolgersi nel pieno rispetto dei contenuti di protocollo indicati a livello nazionale e recepiti dalle Regioni. Quale è l’attuale contesto lombardo dal punto di vista delle aziende? E come l’adozione di nuove tecnologie può venire in aiuto della ripresa?

Ci siamo, l’Italia può finalmente ripartire. Con grande cautela, attenzione alle normative varate ad hoc dal Governo e un appello al senso di responsabilità di ogni cittadino, dalla casalinga che va a fare la spesa al datore di lavoro chiamato a mettere in sicurezza fabbriche e uffici. L’industria del Nord – con la Lombardia in prima linea – già da diverse settimane chiedeva a gran voce di porre fine al lockdown, superando un blocco produttivo ormai insostenibile per un comparto che ha bisogno di rimettersi in marcia il prima possibile.

L’importanza delle misure di sostegno alle imprese

Garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro è naturalmente il primo e imprescindibile criterio che le imprese devono perseguire per poter riprendere l’attività: senza un attento e preciso adeguamento alle indicazioni contenute nel protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro il motore non può ripartire. Detto in parole più povere, senza sicurezza sanitaria non ci può essere rilancio delle attività economiche e la macchina produttiva rimane ferma. In tal senso Regione Lombardia ha messo a disposizione ingenti risorse con lo scopo di promuovere e facilitare una radicale ripresa economica. “Safe working – Io riapro sicuro”, per esempio, è un contributo a fondo perduto per interventi strutturali volti a mettere in pratica le necessarie misure cautelative per lavoratori, fornitori e clienti: l’acquisto, per esempio, di macchinari per la sanificazione e disinfezione ambientale, di strumenti per il monitoraggio e il controllo dell’affollamento dei locali, di dispositivi di protezione individuale, etc. E’ poi possibile presentare domanda per il bando “Faber 2020”, a sostegno delle micro e piccole imprese manifatturiere, edili e dell’artigianato per la realizzazione di investimenti produttivi e per la dotazione di nuovi macchinari, impianti di produzione e attrezzature. Infine, possiamo citare le misure per agevolare la riconversione delle unità produttive o per ampliarne la capacità di produzione, un sostegno alle politiche aziendali di imprese sempre operanti nel comparto del manifatturiero e artigianato.

La spinta alla digitalizzazione

Abbiamo parlato di ripresa responsabile, una responsabilità che nell’ambito della filiera industriale passa necessariamente dalla messa in atto di protocolli di sanificazione degli ambienti di lavoro, da un ripensamento degli spazi che garantisca un adeguato distanziamento fra le persone all’interno dei siti produttivi, da una diversa mobilità da e per i luoghi di lavoro. E passa sicuramente da una digitalizzazione che non è più solo un originale e futuribile stimolo per visionari dalla mentalità particolarmente aperta e moderna, ma una risorsa che in questi ultimi mesi si è imposta come decisiva e per molti versi “salvifica”. Rendere le fabbriche più digitali si traduce in primis in una maggiore sicurezza: un’ottimizzazione delle comunicazioni va a beneficio di uno scambio immediato di informazioni vitali, che permette di far fronte in modo rapido e risolutivo alle situazioni più critiche. Diventa quindi una questione di cruciale importanza. Uno stabilimento sicuro è quello gestito da un sistema chiaro ed efficace, adeguato alla valutazione dei rischi, interconnesso e costantemente aggiornato. Parliamo in generale di una serie di prodotti che contribuiscono a organizzare e rendere disponibili flussi di processo, tecnici e di sicurezza: fra le soluzioni che in questo delicato momento possono fare la differenza fra un ambiente di lavoro sicuro e uno non sicuro figurano dispositivi che permettono ai lavoratori, in particolare a quelli che operano in isolamento, di segnalare rapidamente eventuali criticità che potrebbero minare la sicurezza di un sito produttivo. Il ricorso a nuove tecnologie, in costante e vorticosa evoluzione, per alcuni non è una sorpresa, per molti è una sfida mai considerata prima, per tutti sarà il futuro prossimo venturo.


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