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Smart City è sinonimo di Smart Factory, ce lo ha dimostrato il coronavirus

Corea del Sud e Singapore hanno avuto il plauso internazionale per come hanno gestito l’emergenza da coronavirus e come siano state in grado di ripartire con un più slancio grazie a un fitta rete di nuove tecnologie che hanno messo in contatto le istituzioni pubbliche e le reti aziendali.

La priorità: ripartire dopo il Covid-19

Come far ripartire il nostro Paese, dopo il lockdown da coronavirus? La risposta è più semplice di quello che sembra: fare investimenti in innovazione tecnologica e copiare le “best practice” di quei Paesi che sono usciti prima di noi dall’emergenza per il covid-19.

La principale priorità deve essere quella di sviluppare le Smart Cities in parallelo con le Smart Factories, una strategia che può essere vincente se accompagnata dal sostegno economico e finanziario delle autorità pubbliche. Gli imprenditori italiani sono pronti e motivati per superare al più presto questa precaria situazione economica, ma serve un appoggio convinto da parte delle pubbliche istituzioni.

Affrontare l’emergenza, la ricetta dell’esempio coreano

Un caso eclatante arriva dalla lontana Corea del Sud (ma anche a Singapore hanno lavorato in modo simile) che ha dimostrato, senza ombra di dubbio, come avere delle Smart City abbia permesso di arginare l’influenza coronavirus, sia dal punto di vista medico che da quello economico.

La Corea del Sud, infatti, ha adottato una politica soft di contenimento volontario dell’influenza, ma aggiungendo una capillare diffusione delle informazioni verso i cittadini. Questo comportamento si basa su di un progetto di Smart City già avviato dal governo centrale, che è stato successivamente sviluppato di concerto tra vari ministeri (Interni, Scienza, Telecomunicazioni, Infrastrutture e Trasporti) e i Centri di controllo e prevenzione delle malattie infettive (KCDC).

Insomma, la tecnologia ce l’avevano e i cittadini fanno ampio uso di smartphone (si stima il 95% della popolazione). Con questa situazione ideale, ma peculiare (che non sempre si trova in Europa), il governo ha potuto avviare la raccolta di una quantità enorme di dati, provenienti dai database governativi e non solo. Il tutto agevolato dalla legge coreana che, in caso di emergenza sanitaria, permette alle autorità di accedere ai dati delle telecamere, dei GPS di telefoni e automobili, alle transazioni con carta di credito e altri dati personali per finalità di controllo delle malattie infettive (c’è quindi una specifica base giuridica). L’accesso a questi dati da parte degli operatori sanitari non deve essere autorizzato dalle autorità di polizia.

Le nuove tecnologie: necessarie per la crescita

Privacy a parte, l’aspetto davvero incredibile riguarda tutto l’assetto tecnologico messo in piedi dalla Corea, che può essere sfruttato in maniera esemplare sia per la vita di tutti i giorni che per le emergenze. Insomma, aziende e città posso lavorare insieme per il profitto, ma anche per il benessere dell’intero Paese.

Dei vantaggi derivanti dalla costruzione di Smart City e Smart Factory, aveva già previsto tutto (nel 2014!) il celebre economista americano Michael Porter, che ha scritto un interessante saggio a proposito delle Smart Cities.  Nel suo scritto, definisce la Città Smart come un “sistema di sistemi” in cui, ad esempio, un lampione diventa un “bene intelligente” (ma con più strumentazione), che a sua volta diventa un “bene connesso intelligente” che può svolgere un ruolo in una rete pubblica (ad esempio sicurezza stradale e controllo del traffico) e che poi diventa parte di un sistema ancora più grande con riferimento a una nazione. Porter ha anche individuato quattro principali settori che potrebbero beneficiare immediatamente delle tecnologie digitali e delle reti connesse (come l’IoT): Servizi pubblici e Infrastrutture; Rete Idrica e Rifiuti; Edilizia e Rete Elettrica.

In sintesi, la buona notizia è che possiamo superare la crisi da dopo-coronavirus in maniera più efficace, pensando a Smart Cities e Smart Factories sotto l’egida dell’Industry 4.0, in cui le tecnologie e le applicazioni industriali potranno  sostenere la crescita e le opportunità per imprese e imprenditori italiani.


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