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Con il Design Thinking, le aziende aiutano i dipendenti (e l’innovazione)

In Italia, l’applicazione del Design Thinking diventa più centrale nel campo della gestione dell’innovazione aziendale. Dal recente rapporto dell’Osservatorio Design Thinking for Business della School of Management del Politecnico di Milano emergono numeri confortanti.

Arrivano a quota 289 gli innovatori che lo adottano (in gran parte designer, top manager, esperti di marketing, business development e IT). I principali settori di riferimento sono finanza e assicurazioni (12%), manufacturing (10%), e retail (9%), cui seguono ICT (8%), automotive (7%), PA, energia e consulenza (6%).

Su 452 progetti in Europa, 200 sono italiani. Il Design Thinking fa emergere la dimensione umana, un aspetto fondamentale nei nostri tempi digitali.

In tempi di lockdown questa modalità Design Thinking avanza proprio perché rende la tecnologia a misura d’uomo nella corsa all’innovazione.

Design Thinking: campi di applicazione in Italia

Nel nostro Paese, il Design Thinking si espande tra le società di consulenza, attira le imprese, stimola sempre più progetti ed iniziative.

Con i progetti Design Thinking, le società di consulenza hanno ottenuto in media ricavi per 225 milioni di €.

Sono ancora poche le startup (4).

In gran parte si punta sulla cosiddetta Industria 4.0 smart manufacturing per raggiungere diversi obiettivi:

– risolvere problemi complessi;

– testare velocemente prodotti e servizi;

– sviluppare nuove esperienze utente;

– ridefinire la visione strategica aziendale (dando un nuovo significato anche alla Smart Factory ed alla smart production).

L’obiettivo importante è anche un altro: coinvolgere i dipendenti nei processi creativi.

Design Thinking: cos’è

Il Design Thinking è l’insieme dei processi cognitivi, strategici e pratici con cui un team di design sviluppa la progettazione di prodotti, edifici e macchinari.

Ultimamente, viene adottato per l’innovazione di prodotti e servizi come modello progettuale per risolvere problemi complessi tramite visione e gestione creative.

E’ un approccio centrato sull’abilità delle persone di unire capacità analitiche ed attitudini creative.

Si sta estendendo su tre principali settori: trasformazione digitale, consulenza direzionale e progettazione di software e interfacce.

Questo strumento ha la virtù di cogliere il vero valore di un prodotto o servizio.

Sta crescendo in settori dove la trasformazione digitale richiede competenze specifiche per ottimizzare l’esperienza utente.

Gli strumenti più efficaci sono Big Data (52% dei progetti), Intelligenza Artificiale (40%) e IoT (Internet of Things, 37%).

Riguardo all’Intelligenza Artificiale, un campo di rilievo è l’Advanced Manufacturing Solutions. Si tratta di un ambito della robotica collaborativa caratterizzato dall’integrazione di tecniche e tecnologie per ottimizzare la progettazione ed il processo produttivo, nonché la creazione di prodotti economici, differenziati e competitivi.

Per beneficiare di tutte le potenzialità del Design Thinking, occorre coinvolgere non le singole unità di business ma l’intera strategia aziendale.

Smart manufacturing cos’è: definizione

Inizialmente, in riferimento al connubio Industry 4.0 and Manufacturing. Abbiamo accennato al fatto che il Design Thinking viene adottato soprattutto per l’Industria 4.0 smart manufacturing.

La traduzione tecnica di smart manufacturing è semplice: è la futura opportunità per le imprese manifatturiere e industriali digitalizzate di aumentare la propria efficienza e competitività attraverso una migliorata interconnessione e cooperazione delle risorse (impianti, dati, persone).

E’ questa la corretta smart manufacturing definition.

Design Thinking: i 4 modelli

Per affrontare ogni problema legato ai processi di innovazione, si utilizzano 4 principali modelli di Design Thinking:

Creative Problem Solving con cui le aziende comprendono i bisogni degli utenti immaginando la più ampia gamma di soluzioni per trovare, alla fine, quella dominante;

Sprint Execution che ha l’obiettivo di realizzare e testare prodotti efficaci apprendendo dai clienti per il miglioramento della soluzione;

Creative Confidence che crea i presupposti, all’interno delle aziende, per l’innovazione ed il cambiamento attraverso, ad esempio, la stimolazione di attitudini;

Innovation of Meaning, l’approccio con cui viene ridefinita la visione aziendale, il valore legato ai prodotti e ai servizi offerti.


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