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Digital Manufacturing, a che punto siamo?

La fabbrica intelligente è sempre più una realtà. Una ricerca a livello globale ha portato alla luce diversi aspetti interessanti in questo settore: si continua a investire, ma non sempre si segue la rotta giusta.

La corsa globale per la leadership dell’innovazione nella produzione digitale sta diventando sempre più frenetica: due terzi delle aziende industriali di tutto il mondo dichiarano che la digitalizzazione della catena del valore della produzione è una delle loro massime priorità.

Per raggiungere questo obiettivo, le aziende stanno investendo sempre di più verso un’ampia gamma di soluzioni di innovazione digitale che si concentrano su tre aree principali:

  • Connettività. Agevolare il flusso di informazioni pertinenti ai giusti decisori in tempo reale. Gli esempi includono, la gestione delle più svariate attività digitali e l’uso della tecnologia con realtà aumentata per comunicare istruzioni di lavoro interattive e SOP (procedure operative standard).
  • Applicare procedure di analisi avanzate e intelligenza artificiale a una serie di dati per generare nuove informazioni di business e consentire un migliore processo decisionale. Tra gli esempi potremmo includere, la manutenzione predittiva, la gestione della qualità digitale e la previsione della domanda basata sull’intelligenza artificiale.
  • Automazione flessibile. Sfruttando le nuove tecnologie robotiche per migliorare la produttività, qualità e sicurezza dei processi operativi. Come esempi potremmo fare riferimento alla guida autonoma di veicoli e l’utilizzo di cobots per i processi di assemblaggio.

Nonostante questa fase di forte entusiasmo e di concentrazione degli sforzi verso obiettivi precisi, una recente ricerca di McKinsey sul futuro della fabbrica intelligente, in collaborazione con il World Economic Forum, ha evidenziato un fatto alquanto curioso: molte aziende stanno vivendo quello che in gergo economico/industriale viene definito il “purgatorio del pilota”, in pratica una situazione imprenditoriale in cui hanno in corso attività di investimento in innovazione (i progetti pilota), ma non si stanno ancora vedendo i profitti significativi che si attendevano.

La trasformazione manifatturiera e le sfide che dovrà affrontare la smart manufacturing, sono i temi che hanno guidato i manager di McKinsey nel loro quarto sondaggio rivolto agli esperti globali sulla produzione digitale, al fine di comprendere meglio come i produttori di tutto il mondo si stanno avvicinando al futuro digitale.

I risultati di questo rapporto offrono diversi spunti interessanti su come gli approcci dei produttori differiscono in tutto il mondo, mentre sono comuni tutti i comportamenti che stanno contribuendo al fenomeno del cosiddetto “purgatorio del pilota”.

Una situazione comune in molti Paesi, dove gli investimenti in innovazione sono, in una prima fase, proseguiti con alti livelli di entusiasmo, accompagnati da una precisa definizione delle priorità relative alla massima adozione dei benefici della produzione digitale, con notevole accelerazione in Cina e India e regressione in Giappone.

Tuttavia, mentre vi è stata un’importanza significativa attribuita all’argomento e molti dirigenti-piloti hanno varato molte iniziative importanti in campo digitale, meno di un terzo degli intervistati afferma di aver trascurato situazioni critiche- come la gestione delle prestazioni digitali,  per una eventuale implementazione su larga scala. Allo stesso tempo, in tema di innovazione digitale, più del 90% delle aziende intervistate ritiene però di essere all’avanguardia nell’Industria Manifatturiera 4.0 o, almeno di essere al livello dei migliori concorrenti internazionali.

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