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Smart Factory, quali lavoratori festeggeremo fra cinque anni?

Come sarà vissuto il 1° maggio 2025? Il futuro delle fabbriche vedrà ancora mani sporche di grasso o solo sistemi robotizzati? Domande legittime e quantomai attuali, che ci poniamo in un momento storico che ha drammaticamente messo sotto i riflettori fragilità, imperfezioni e debolezze squisitamente umane. Chiedersi dunque se in futuro nelle piazze sventoleranno ancora le bandiere è tutt’altro che superfluo

Lo scorso mese di maggio la Giornata Internazionale dei Lavoratori si è svolta in uno scenario inedito e quasi in sordina, sottotono rispetto alle immagini ricche di colori, movimento ed energia a cui siamo abituati e che da sempre caratterizzano questa festa. Le solite esternazioni politiche e i conseguenti strascichi polemici che inevitabilmente segnano questa ricorrenza, hanno per una volta lasciato il posto a una profonda riflessione incentrata sull’uomo e la sua dimensione lavorativa. Un ruolo che nell’attuale fase di profondo stravolgimento che stiamo attraversando va visto con occhi nuovi, ormai stretto come è fra un passato caratterizzato da una grande sensibilità artigianale e un futuro in cui la digitalizzazione si integrerà sempre più saldamente agli impianti produttivi.

Sarà dunque possibile conciliare l’esigenza di mantenere le abilità manuali che ci sono proprie in quanto genere umano con la spinta verso tecnologie sempre più indipendenti dal nostro controllo fisico? E come, senza rischiare che la macchina prenda nettamente il sopravvento sull’uomo, rendendolo superfluo e obsoleto? In altre parole, senza perdere la nostra umanità?

Robot e operatori umani colleghi di lavoro?

Che molti dipendenti siano intimoriti dall’avanzata della digitalizzazione all’interno delle fabbriche è innegabile: davanti alla robotica e all’intelligenza artificiale la preoccupazione è che in futuro non saremo più il fulcro dei processi produttivi. E’ bene dirlo chiaramente allora: l’essere umano continuerà a ricoprire un ruolo fondamentale nell’industria. L’obiettivo sarà quello di strutturare l’ambiente di produzione in modo da permettere a lavoratori e macchine non solo di coesistere, ma di integrarsi alla perfezione nei processi, lavorando fianco a fianco e comunicando fra di loro. Certo, raggiungere questo risultato non è scontato e per farlo è essenziale che le persone adottino gli strumenti giusti. Quali? Quelli offerti dall’Industria 4.0, che ha ormai smesso di essere vista solo come un progetto futuro, ma è diventata negli ultimi anni un solido completamento degli impianti produttivi. I sistemi adottati si basano su dati generati e classificati allo scopo di ottenere informazioni su come operare, aumentare l’efficienza, ridistribuire le risorse e garantire la sicurezza dei lavoratori. I robot e le macchine sono già in grado di fornire questi dati o essere aggiornati con appropriate applicazioni per poterlo fare. Una possibilità a disposizione anche dell’uomo, grazie proprio agli strumenti che l’Industria 4.0 propone con l’obiettivo di rendere la produzione più efficiente e flessibile attraverso il networking e l’automazione. Stiamo parlando in primis dei dispositivi industriali indossabili, nati per permettere agli operatori di avere le mani libere e raccogliere dati e informazioni in modo ‘decentralizzato’: gli occhiali smart, per esempio, i sistemi audio portatili o gli scanner di codici a barre intelligenti utilizzabili tramite guanti.

Appuntamento al 1° maggio 2025!

Una proficua interazione fra uomo, macchina e processi automatizzati è dunque l’unica via percorribile, realizzabile solo se i dipendenti riescono a comprendere a fondo i vantaggi di questi device e li accettano nella loro routine lavorativa quotidiana. Uno degli aspetti più importanti in tal senso è l’ergonomia: i prodotti indossabili devono offrire benefici per esempio in termini di peso e libertà di movimento, si devono integrare in modo naturale, risultando comodi e non invadenti, senza per questo rinunciare alla robustezza necessaria a garantirne una lunga durata, devono risultare facili da installare e da mettere in funzione. Tornando alle nostre domande iniziali, l’impegno da qui ai prossimi cinque anni sarà quello di costruire una rete completa tra l’uomo e la produzione digitalizzata, combinando in modo intelligente i diversi dispositivi indossabili a favore di processi industriali efficienti e sicuri. In modo da permettere a tutti i lavoratori di continuare a celebrare il 1° maggio con fierezza e senso di appartenenza.


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