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Il ruolo dell’IoT sulla tracciabilità della filiera alimentare

Tutti i settori dovranno, prima o poi, fare i conti con l’innovazione digitale. La crisi messa in moto dal coronavirus, ha evidenziato in maniera limpida che le aziende più “attrezzate” sono state in grado di fronteggiare l’improvvisa crisi economica. Pensate a quante aziende, tessili e non, sono state in grado, in poco tempo, di riconvertirsi . Sembra una parola facile da pronunciare, ma “riconvertirsi” non è un termine di moda, ma solo qualcosa che può fare un’azienda che ha le giuste tecnologie, digitali e non, per affrontare le richieste, anche improvvise, che arrivano dai mercati.

Le tecnologie abilitanti in questo ambito sono molteplici, tra le più comuni e promettenti ci sono sicuramente l’Internet delle cose (Internet of Things – IoT), nelle sue declinazioni specifiche Internet of Food (IoF) o Internet of Closures (IoC), e le tecnologie a registri distribuiti (Distributed Ledger Technologies – DLT), di cui la blockchain è l’esempio più conosciuto.

L’IoT fa diventare gli oggetti intelligenti e li fa interagire con il mondo circostante per mezzo di chip collegati a Internet. Tali oggetti sono in grado di raccogliere informazioni ed eseguire delle azioni, per mezzo degli input ricevuti dall’ambiente in cui si trovano o dalle indicazioni di sistemi centralizzati ospitati nel cloud. L’Internet delle Cose è anche la tecnologia di base per la digitalizzazione dei processi ed è fondamentale per automatizzare la raccolta dei dati necessari per il tracciamento.

Infatti, le cosiddette tecnologie a “registri distribuiti” permettono di memorizzare in maniera sicura ed immutabile le transazioni che si effettuano lungo la filiera da tracciare, senza la necessità di avvalersi di un intermediario che si occupi della gestione e della certificazione delle transazioni. Tali piattaforme consentono a tutti gli attori della filiera di verificare ogni transazione nello stesso momento, a vantaggio del monitoraggio della qualità complessiva del prodotto.

Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Smart Agrifood 2020 della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia, il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 continua a crescere, toccando nel 2019 un valore di 450 milioni di euro (+22% rispetto al 2018).

Sono state individuate oltre 400 soluzioni 4.0 disponibili per il settore agricolo in Italia, offerte da oltre 160 fra aziende tradizionali e startup, primariamente dedicate all’Agricoltura di Precisione e in misura minore allo Smart Farming (applicazione del digitale anche ai processi “non di campo” delle aziende agricole), specialmente nelle fasi di coltivazione, semina e raccolta dei prodotti alimentari nei settori ortofrutticolo, cerealicolo e vitivinicolo.

La spesa riguarda innanzitutto i sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature agricole (39%), software gestionali (20%) e macchinari connessi (14%), seguiti da sistemi di monitoraggio da remoto di terreni e colture (10%), sistemi per mappare i terreni e le coltivazioni (9%) e strumenti di supporto alle decisioni (5%).

Da sottolineare che, in maniera inaspettata, la maggior parte delle soluzioni innovative offerte sul mercato italiano, sono basate su tecnologie Blockchain (43% del totale), in un anno cresciute del 111%, seguite da QR code (41%), mobile app (36%), data analytics (34%), IoT (30%) e Cloud (27%). Anche se con pochi attori, in termini di offerta, invece, le soluzioni che sfruttano l’Internet of Things sono cresciute di ben il 63% rispetto al 2018.

Tra le esperienze più interessanti, legate all’Internet of closures, è importante ricordare il progetto SmartCap. Una tecnologia promossa dalla Fondazione LINKS, e nata dall’esigenza di innovazione di uno dei maggiori produttori di vermouth e liquori e in collaborazione con un’azienda leader mondiale nel settore del packaging per bevande.

SmartCap, in pratica, è una piattaforma tecnologica in grado di tracciare l’intero ciclo di vita di prodotti imbottigliati attraverso l’utilizzo di un “tappo intelligente”. La soluzione si è sviluppata grazie all’utilizzo della tecnologia del Near Field Communication (NFC), grazie alla quale è stato possibile inserire all’interno del tappo diverse funzionalità.

Parliamo della possibilità del tracciamento delle fasi di produzione all’interno dell’impianto di produzione, delle varie fasi di distribuzione del prodotto e dell’interazione con il cliente finale, con la fornitura di contenuti aggiuntivi e raccogliendo feedback utili per la fase di fidelizzazione.

La tecnologia NFC integrata nel tappo permette inoltre di appurare l’autenticità del contenuto della bottiglia, poiché funziona come un sigillo di garanzia che una volta aperto non può più essere rigenerato.

Questo progetto offre lo spunto per sottolineare che un semplice chip, del costo di pochi centesimi di euro, può trasformare un comune oggetto in una fonte preziosissima di dati, utili ai produttori per automatizzazione dei processi e migliorare la produttività ed al cliente finale per potersi informare sulla storia e l’origine del prodotto che sta consumando.

In uno scenario di sviluppo dei mercati e dei prodotti, per esempio, il produttore di tappi, che fino ad oggi produce pezzi di sughero, di plastica o di metallo può proporsi come erogatore di servizi e gestore ed elaboratore di dati di consumo e distribuzione.

Rimanendo in ambito di Agrifood 4.0, un altro interessante caso di innovazione riguarda il progetto Typicalp, all’interno del quale, la Fondazione LINKS si occupa dello sviluppo di soluzioni tecnologiche per supportare la competitività delle micro-piccole medie imprese attive nella filiera lattiero-casearia nelle aree montane della Valle d’Aosta (Italia) e del Canton Vallese (Svizzera).

L’idea di base è stata la messa a punto di un modello transfrontaliero sostenibile e innovativo di comunicazione, tracciabilità e distribuzione, per la valorizzazione dei prodotti di montagna e dei loro sottoprodotti.

In particolare, si è pensato di realizzazione un sistema innovativo di tracciabilità e rintracciabilità di prodotto basato su tecnologia DLT, attraverso cui si vuole tracciare un processo produttivo di prodotti lattiero-caseari dal principio alla conclusione del suo percorso, raccogliendo le informazioni in modo sicuro a ogni passo del processo e di filiera.

Il programma Typicalp rappresenta un segno evidente del fatto che le tecnologie innovative e la rivoluzione digitale rappresentino un elemento di fondamentale evoluzione anche in un settore tradizionale come quello dell’Agrifood.

In definitiva, le tecnologie digitali non solo aiutano le aziende e i consumatori nella loro relazione ma, convenientemente utilizzate e applicate, possono contribuire significativamente alla tutela delle diverse denominazioni d’origine e di processo (DOP, DOC, IGP, ecc.) nonché, in quest’ultimo progetto, anche a garantire e proteggere il brand del Made in Italy rappresentando, quindi, una grande opportunità per l’Italia e per tutto il settore dell’Agrifood 4.0.


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