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Guida autonoma, in Italia un business sempre più in crescita

Il settore automotive riferito allo sviluppo della guida autonoma è quello che, in tempi recenti, attira maggiori capitali di investimento. Il mercato globale vale 54 miliardi di dollari circa: il trend di stima entro il 2026 supera i 500 miliardi.

Il mercato delle auto presente e futuro vede, inevitabilmente, coinvolta l‘Industria 4.0. Il settore industriale automobilistico è destinato a crescere parallelamente alle tecnologie digitali di bordo. A prevederlo è Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Smart Car & Connected Car del Politecnico di Milano. Nel 2021 il business registrerà un +30% rispetto al 2020 (anno di blocco a causa del lockdown).

Auto e veicoli a guida autonoma (senza intervento umano) devono essere in grado di soddisfare le principali abilità di trasporto di macchine tradizionali e di rilevare l’ambiente e la navigazione. Lo sviluppo di questo tipo di veicoli punta su tre obiettivi: minor impatto ambientale, maggiore efficienza del traffico e notevole riduzione degli incidenti dovuti a errore umano.

Guida autonoma: l’Industria 4.0 pronta al grande salto innovativo

Guida sempre più smart, autonoma, connessa, elettrica e condivisa. Su questo puntano gli investimenti, le case automobilistiche e l’Industria 4.0.

La corsa all’innovazione tecnologica porterà a un cambiamento drastico nei modelli di business delle aziende. L’industria si prepara a integrare servizi innovativi, dall’impiego della realtà aumentata sul parabrezza alla manutenzione cosiddetta predittiva.

Insieme all’Industria 4.0 cresceranno servizi come lo scambio dati OTA (Over the air) per l’aggiornamento software dei dispositivi digitali via rete wireless. Tesla Motors è stata la prima casa automobilistica ad avvalersi di questo sistema. Il valore e l’importanza della connettività è stato ampiamente sperimentato durante il lockdown: i servizi OTA sono destinati a crescere.

La connettività non riguarda soltanto la tecnologia di bordo ma anche la gestione della mobilità.

Smart Road: cosa si muove in Italia

Lo sviluppo della guida autonoma nell’Industria 4.0 va di pari passo con la pianificazione e la realizzazione di Smart Road.

Anas, con lo stanziamento di un miliardo di euro, ha in cantiere di trasformare entro il 2030 tre chilometri di strade italiane in Smart Road. All’interno delle strade intelligenti, i veicoli possono ‘dialogare’ tra loro e con le infrastrutture stradali. Si pensa anche allo Smart parking, app sperimentate in diverse città italiane per la ricerca intelligente di parcheggi in tempo reale.

L’Agid (Agenzia per l’Italia Digitale) e il Mise (Ministero dello sviluppo economico) stanno pianificando nuove soluzioni di mobilità intelligente, connessa, autonoma. Per lo sviluppo di queste soluzioni hanno implementato un bando di 20 milioni di euro.

A quando i primi veicoli a guida autonoma in Italia?

I Comuni di Parma e Torino hanno dato il via libera alla sperimentazione di navette e autobus a guida autonoma. Dalla sperimentazione all’ufficializzazione del trasporto autonomo passeranno almeno 7-8 anni. Per la guida senza pilota di robo-taxi, il mercato chiede di attendere almeno 10-12 anni.

Ciò che è già realtà, come dimostrato da Amazon in tempi di lockdown, è la rete di trasporto ‘dronizzata’. L’e-commerce numero uno al mondo, in piena emergenza epidemiologica da Covid-19, è stato in grado di svolgere perfettamente il servizio di consegna attraverso droni in grado di trasportare di tutto.

Negli USA, la startup TuSimple sta lavorando su un corridoio autostradale dedicato esclusivamente a camion self-driving per il trasporto di carichi UPS e McLane (foodservice). Si parla di oltre 1.100 miglia da Phoenix a Houston.


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