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Energia, cosa dice l’ultimo rapporto sul mercato globale Internet of Things

L’ultimo Rapporto sul mercato globale Internet of Things (IoT) in energia 2020 ha evidenziato la forte crescita, prevista fino al 2026, del settore IoT, specialmente nel comparto energetico.

Una forte crescita prevista nei prossimi anni

Si stima che l’Internet of Things (IoT) globale, nell’ambito del mercato dell’energia, crescerà da 20,2 miliardi di dollari nel 2020 a 35,2 miliardi di dollari entro il 2026, con un tasso di crescita annuale dell’11,8 per cento.

I principali fattori che dovrebbero stimolare la crescita dell’Internet delle Cose in questo settore, includono l’IoT come investimento per incrementare la produttività aziendale o come tecnologia a vantaggio dei sistemi Agili e come strumento per tenere sotto controllo gli attacchi informatici.

Si prevede che la crescita dell’Internet delle Cose nell’energia sosterrà le sfide tecnologiche di tutto il settore energetico e contribuirà anche a evolverlo. L’applicazione dell’Internet of Things per le aziende del comparto sarà un’opportunità che migliorerà l’efficienza di gestione, genererà più entrate e darà la possibilità di sostenere l’occupazione.

Le soluzioni che aiuteranno le aziende energetiche

Riguardo alle soluzioni che potranno essere utili alle società, sono davvero tanti i comparti aziendali che potranno beneficiare degli investimenti nelle tecnologie dell’Internet delle Cose. Nel rapporto si parla di soluzioni applicate al management patrimoniale, alla sicurezza aziendale, alla gestione della Rete, all’amministrazione mobile della forza lavoro fino alla gestione e all’analisi dei dati.

Queste soluzioni aiuteranno le aziende energetiche a mantenere l’efficienza operativa dell’organizzazione e contribuiranno a fornire servizi senza soluzione di continuità ai clienti.

Gli investimenti in tecnologie IoT hanno già aiutato le aziende energetiche a integrare diversi processi aziendali, spingendo questo settore verso una fase di crescita esponenziale. L’integrazione di questi strumenti con gli strumenti che sono arrivati da poco sul mercato, consentiranno inoltre di aumentare l’efficienza operativa dell’impresa anche con una minore spesa negli investimenti in infrastrutture.

I mercati che più hanno investito nell’IoT

A livello di mercati, quello petrolifero e del gas sono risultati ai primi posti negli investimenti nell’ambito dell’Internet delle Cose. Le società energetiche, negli ultimi anni, sono state molto attente a seguire gli sviluppi tecnologici e i miglioramenti dei processi per continuare a essere competitivi in un mercato molto difficile e diffuso a livello mondiale. Dalla ricerca emerge che l’adozione di servizi IoT servirà a migliorare l’efficienza operativa del segmento di petrolio e gas, supportando così le aziende che operano in questo settore a sostenere il calo dei prezzi del petrolio.

Le infrastrutture per l’Internet delle Cose possono essere implementate per il monitoraggio remoto delle piattaforme petrolifere e per mantenere l’integrità delle condotte, quindi, le soluzioni digitali avanzate aiuteranno a rilevare dei potenziali incidenti, mentre i sensori e i dispositivi abilitati IoT consentiranno il monitoraggio, in tempo reale, delle operazioni e dei processi end-to-end negli impianti per il trasporto di energia.

I Paesi che investiranno di più

A livello mondiale, la zona con più grandi opportunità di crescita è quella dell’Asia Pacifica (APAC).  Tutti i Paesi di questa zona hanno dichiarato l’intenzione di fare forti investimenti nei prossimi anni in tecnologie digitali avanzate.

La crescente adozione di architetture informatiche basate su reti intelligenti, gli aggiornamenti tecnologici, la gestione dell’energia e degli adeguamenti normativi sono i principali fattori che contribuiranno al fortissimo incremento dell’IoT nel mercato dell’energia in questa regione.

La Cina, la più grande economia della regione è, ovviamente, anche il più grande importatore di energia: pur essendo il maggior produttore di questa area, tuttavia, la sua produzione di 3,8 milioni di barili al giorno è stata inferiore del 6% rispetto alla media mondiale per quasi un decennio. Si stima che la zona APAC consumi il 36% del petrolio mondiale, per un totale di 36 milioni di barili al giorno. Di fronte a tali numeri, appare inevitabile la crescente adozione di dispositivi intelligenti IoT in Paesi come Cina, Giappone, Australia e Corea del Sud, con conseguenti grosse possibilità di business per le imprese di settore.


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