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Quanto vale il mercato dell’Industria 4.0

Il mercato dell’innovazione continua a svilupparsi anche in un periodo difficile per colpa del lockdown, i dati sono incoraggianti ma c’è l’incognita per il prossimo autunno

L’innovazione è oramai il motore del futuro industriale. Che l’investimento sia digitale o in un macchinario, poco importa, ma è fondamentale stare al passo con le nuove tecnologie. Certo le previsioni per il 2020 sono tutt’altro che facili da fare, ma le ultime ricerche confermano che il trend in innovazione è sicuramente in continuo aumento.

Per l’anno in corso, si prevedeva una crescita in linea con il trend 2019, con un incremento compreso tra il 20 e il 25%, tuttavia per effetto della pandemia, si sta delineando uno scenario di grande incertezza, le cui previsioni – legate alla speranza di poter superare l’emergenza, alla risalita della domanda e agli eventuali stimoli agli investimenti – variano da una visione ottimistica che spera in una chiusura dell’anno quasi in linea con il budget iniziale, a una pessimistica che considera più probabile la riduzione degli investimenti in tecnologie 4.0 nell’ordine del 5-10 per cento. Nel medio-lungo termine, per fortuna, l’interesse verso l’industria 4.0 rimane positivo, consolidato dal fatto che l’emergenza ha creato diverse opportunità per accelerare la trasformazione digitale.

I numeri del Politecnico di Milano

A tal proposito, i numeri elaborati dal Politecnico di Milano sono di tutto rispetto: il mercato dell’Industria 4.0 in Italia lo scorso anno ha raggiunto un valore di 3,9 miliardi di euro, ossia, una crescita del 22% rispetto all’anno precedente, praticamente triplicata in 4 anni. Gran parte del business (2,3 miliardi di euro, il 60%) è rivolto a progetti di connettività e acquisizione dati (Industrial IoT), mentre la parte restante viene ripartita tra Analytics (630 milioni), Cloud Manufacturing (325 milioni), Advanced Automation (190 milioni), Additive Manufacturing (85 milioni) e tecnologie di interfaccia uomo-macchina avanzate (55 milioni). Buono anche il livello raggiunto dalle attività di consulenza e formazione per progetti Industria 4.0: circa 255 milioni di euro, +17% rispetto al 2018.

Questi sono solamente alcuni dei dati elaborati dalla ricerca dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano e presentati al convegno online “Digital New Normal: essere 4.0 ai tempi del Covid”.

L’industria italiana come motore della ripartenza

“In questa nuova fase – sottolinea Marco Taisch, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Industria 4.0 -, all’industria italiana spetta il compito di essere il motore della ripartenza, in un contesto in cui la trasformazione digitale diventa ancora più rilevante non solo per garantire i processi operativi, ma anche per dare nuova efficacia alle decisioni, accelerare la riconversione dei prodotti, monitorare e gestire i rischi. In questo senso è positivo l’impegno del Governo nel dare stabilità al piano Trasformazione 4.0″.

Tra le buone notizie, per manager e imprenditori italiani, vale la pena ricordare che, negli ultimi mesi, si sono moltiplicati gli investimenti in applicazioni 4.0: il 40% ha investito più del 2018 e in media oggi se ne contano 4,5 per azienda, con una forte preferenza per le soluzioni Cloud e Analytics per la Supply Chain, mentre si comincia a investire sulle prime applicazioni di Artificial Intelligence (il 7% delle società intervistate, ne ha già implementato qualcuna).

Il digitale, uno strumento per reagire all’emergenza sanitaria

Un ottimo segnale per i prossimi mesi riguarda il fatto che, a seguito dell’emergenza, quasi un terzo delle aziende ha dichiarato di avere riconvertito la sua produzione o sta valutando di farlo (rispettivamente il 12% e 19%) e per il 25% di queste sono state fondamentali tecnologie 4.0 come l’IoT e il Cloud.

“Sono complessivamente 1100 le applicazioni di tecnologie 4.0 nelle aziende manifatturiere censite dall’Osservatorio e di queste ben il 46% rispondono a bisogni enfatizzati dalle imposizioni di lockdown”, ricorda Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0. “L’emergenza segnerà profondamente le imprese italiane, circa il 40% stima una perdita di fatturato di oltre il 20% rispetto al budget, ma gli investimenti in digitale sono stati lo strumento per reagire all’emergenza sanitaria e secondo la grande maggioranza delle industrie questa esperienza alla fine si rivelerà un acceleratore della trasformazione 4.0″.


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