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Bando Smart e Start di Invitalia, tutto ciò che c’è da sapere

Finanziamenti e contributi per le startup italiane che puntano sull’innovazione digitale e tecnologica. Un’opportunità per manager e imprenditori con la voglia di superare la crisi

Innovazione e startup sembrano la soluzione migliore per uscire dalla crisi. Così, il governo ha deciso di spingere sull’acceleratore per creare nuove imprese, più occupazione e per rilanciare l’economia delle piccole e medie imprese. Lo strumento scelto per aiutare le startup innovative è quello del finanziamento senza interessi e, in alcuni casi, anche a un contributo a fondo perduto.

“Smart e Start” è il nome del progetto, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) tramite Invitalia, che supporta la nascita e la crescita delle aziende innovative ad alto contenuto tecnologico (le spese agevolabili non possono superare 1,5 milioni di euro). Non ha limiti di scadenza, quindi tutti gli interessati possono presentare la domanda, fino ad esaurimento dei fondi. Il bando è stato pubblicato a dicembre 2019, modificato nel gennaio 2020 ed è stato poi ampliato nel maggio 2020, aumentando i fondi di altri 100 milioni di euro.

Le novità di gennaio 2020

Le modifiche introdotte dal MISE con circolare del 16 dicembre 2019 hanno rafforzato il bando Smart & Start Italia. Tra le modifiche, da segnalare, quelle che riguardano:

  • i campi di applicazione dei piani di impresa estesi anche a intelligenza artificiale, blockchain e Internet of Things (IoT);
  • l’introduzione di nuovi bonus in caso di collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, compresi i Digital Innovation Hub, e di realizzazione di piani di impresa al sud da parte di start up già operative al centro-nord.

Le ulteriori modifiche di maggio 2020

Il cosiddetto Decreto Rilancio, Decreto Legge 19 maggio 2020 n. 34, ha invece aumentato la dotazione finanziaria del programma di 100 milioni di Euro per il 2020.

Inoltre, introduce due importanti novità.

  1. Le startup potranno finanziare, con Smart e Start, l’ingresso di privati nel capitale sociale. Grazie a questa operazione si sostiene quindi la patrimonializzazione di queste giovani attività imprenditoriali, favorendo l’ingresso di privati nel capitale sociale.
  2. La seconda novità riguarda le startup innovative localizzate nel territorio del cratere sismico del centro Italia, cioè il territorio dei Comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

Chi può partecipare?

Possono richiedere l’agevolazione:

  • le società innovative di piccola dimensione, iscritte nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese, costituite da meno di 60 mesi e con sede legale e operativa in Italia;
  • le persone fisiche (compresi i cittadini stranieri in possesso del “visto start-up”) che intendono costituire una startup innovativa. La società deve essere costituita entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione;
  • le imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede operativa sul territorio italiano.

Come accedere ai contributi?

Le giovani imprese possono accedere a un mutuo, ovvero un finanziamento senza richiesta di garanzie e senza interessi della durata massima di 10 anni, di valore pari all’80% delle spese ammissibili. In casi particolari, il finanziamento si estende al 90% delle spese ammissibili.

L’erogazione del finanziamento relativo ai costi di gestione avviene su richiesta del beneficiario in merito ai costi relativi a un periodo temporale pari a un semestre o a un multiplo di semestre, a partire dalla data di stipula del contratto di finanziamento. Le spese di investimento agevolabili possono riguardare gli impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica; i componenti hardware e software e i brevetti, i marchi e le licenze.

Le domande possono essere presentate esclusivamente per via telematica fino ad esaurimento dei fondi. Dopo la registrazione, il sistema consente di compilare facilmente la domanda, inoltre è possibile caricare degli allegati ed eventuali piani di spesa e investimento (business plan) per specificare meglio, come verranno suddivisi nel corso degli anni, tutti i costi e i ricavi attesi.


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