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Digital skills, dal MID il know how per l’Italia

Istruzione e formazione superiore, forza lavoro attiva, competenze specialistiche ICT e competenze chiave del futuro, e cittadini: i quattro assi di intervento della strategia globale per le competenze digitali, elaborata in seno all’iniziativa Repubblica Digitale e contenuta nel decreto di adozione firmato dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano

La scarsa diffusione delle competenze digitali ha negativamente e piuttosto a lungo connotato il nostro Paese, ostacolandone lo sviluppo e limitando gli accessi dei cittadini al mercato del lavoro globale. Al complesso problema ha risposto il recente varo, da parte di Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione (MID), di una Strategia Nazionale per le Competenze Digitali, la cui attuazione è affidata al Comitato tecnico di Repubblica Digitale.

In una nota al decreto di adozione della Strategia si legge che “le competenze digitali sono una priorità strategica”: è dunque giunto il tempo di riconoscerle quali elementi essenziali “per l’attuazione di interventi organici, multisettoriali ed efficaci su un’area fondamentale per lo sviluppo economico e sociale”. Con il decreto, il Paese esprime chiaramente la volontà di lasciarsi alle spalle i tempi bui in cui “la mancanza di una strategia ha limitato la messa in atto dei processi di trasformazione digitale”.

Una Strategia elaborata a più mani

Venuta alla luce nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale, la Strategia ora c’è. La sua messa a punto ha visto l’adesione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale, coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Non è mancato, in un efficace approccio di tipo collaborativo, l’apporto di Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Università, istituti di ricerca, imprese, professionisti, Rai, associazioni e varie articolazioni del settore pubblico, attivi in sinergia con organizzazioni aderenti alla Coalizione Nazionale (sono circa 120 coinvolte nella promozione di più di 130 iniziative).

La Strategia è intesa a eliminare il gap tecnologico non solo tra il nostro e gli altri Paesi europei, ma anche quello che oggi si riscontra tra aree differenti del medesimo suolo nazionale. Ognuno dei quattro assi su cui si regge il progetto seguirà linee specifiche di potenziamento e sviluppo, per garantire adeguate competenze digitali:

  • Istruzione e Formazione Superiore;
  • Forza lavoro attiva;
  • Competenze specialistiche ICT;
  • Cittadini.

Contenuti e piani d’intervento contro il Digital Divide

Nel rapporto del Digital Economy and Society Index (DESI) 2020 nell’area Capitale Umano, la peggiore prestazione tra i Paesi europei è stata proprio quella del nostro Paese, in cui “la carenza di competenze digitali nei diversi ambiti […] è una delle principali limitazioni per lo sviluppo sociale ed economico del Paese e per la sua ripresa dall’attuale periodo di crisi, assumendo i caratteri della priorità”, si legge nel documento stilato dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione (MID).

L’attenzione che si dedica oggi alle Digital Skills, tradizionale e notorio weakness point in Italia, ha tanto più valore se si pensa alle conseguenze nefaste che il Covid-19 ha prodotto sulla nostra economia. L’energica presa di posizione del MID, che prospetta una lunga declinazione di chiare e fattive risoluzioni, fa sperare che a partire dagli ambiti dell’istruzione le competenze digitali adeguate ai tempi e alle necessità siano acquisite e quindi rese capillarmente accessibili a tutta la popolazione.


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