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Monitoraggio di un impianto fotovoltaico: quali vantaggi?

La tecnologia fotovoltaica è ormai da anni vista come una soluzione ottimale di risparmio non solo energetico, ma anche economico. Se sulla carta, però, sembra spesso che non ci siano inconvenienti e problematiche, la realtà è diversa. Ecco quindi che il monitoraggio per impianti fotovoltaici si presenta come un’opzione irrinunciabile.

È bene sottolineare in primis che la produzione derivante da un impianto fotovoltaico solare è influenzata da un gran numero di aspetti: la dimensione, la marca dei moduli e degli inverter, la posizione, il potere di irraggiamento e, non da ultimo, la modalità di installazione. A questo si aggiunge poi un ulteriore elemento, sovente trascurato in particolar modo dai non addetti ai lavori: gli impianti fotovoltaici sono delle soluzioni progettate per produrre energia elettrica per un periodo molto lungo, che supera i vent’anni. Inoltre, questi impianti sono direttamente esposti agli agenti atmosferici per 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Salta subito all’occhio che in tali condizioni, in un arco temporale così lungo, anche il migliore degli impianti può andare incontro a problemi di varia natura, che rischiano di influire sulla produzione effettiva di energia.

Tra questi inconvenienti possono esserci ad esempio l’accumulo di sporcizia, gli ombreggiamenti delle piante, i disturbi di rete, i guasti nell’inverter, i picchi di tensione. Alla luce di tutto ciò, ci si spiega come mai tutti gli impianti fotovoltaici disponibili attualmente siano commercializzati in abbinamento a una soluzione di monitoraggio.

Come funziona una soluzione di monitoraggio fotovoltaico

Si tratta sostanzialmente di sistemi basati su tecnologia IoT, componenti sia hardware che software che hanno come scopo principale quello di rilevare la quantità di energia prodotta, valutare le prestazioni del sistema fotovoltaico, individuare malfunzionamenti e guasti e notificarli in tempo reale. Ma vediamo più nel dettaglio quali sono i dati monitorati e come vengono raccolti.

Oltre alla produzione energetica in tempo reale, i sistemi di monitoraggio fotovoltaici prendono in considerazione altri parametri energetici (come il prelievo dalla rete e le misurazioni di potenza), nonché le prestazioni di una delle componenti fondamentali degli impianti, gli inverter. Se parliamo di installazioni industriali allora ad essere mappati sono anche dati ambientali come la radiazione solare, la temperatura dei moduli, l’intensità e la velocità del vento, la temperatura ambientale, la presenza di pioggia. Ogni dieci minuti in media tutti questi parametri sono raccolti da appositi sensori, per poi essere trasmessi all’esterno tramite protocolli di comunicazione. In un secondo momento i dati vengono aggregati via cloud e, attraverso grafici e strumenti di reportistica, resi visualizzabili in dashboard accessibili da remoto via desktop oppure in vere e proprie app consultabili direttamente via smartphone.

Qualche esempio: integrazione e Smart Building

Parlare di impianti fotovoltaici connessi alla rete significa parlare di soluzioni di monitoraggio che svolgono funzioni di bilanciamento del sistema elettrico. In questo senso, per esempio, limitano la produzione stessa del singolo impianto, in modo da scongiurare il rischio di congestioni a livello locale in giornate particolarmente assolate oppure in zone in cui la presenza di installazioni solari è molto forte.

Da sottolineare poi  che i sistemi di monitoraggio fotovoltaico sono notevolmente influenzati dallo sviluppo della Smart Home e degli Smart Building, laddove in pratica diversi dispositivi di un edificio risultino connessi alla rete. Sì, perché con sempre maggior frequenza tali dispositivi vengono “inglobati” direttamente nelle più ampie piattaforme di gestione del sistema edificio. Oltre al monitoraggio del singolo impianto, queste piattaforme possono mettere in atto anche adeguate azioni di domande e risposte (sovente automatiche) al variare di determinate condizioni, in modo da ottimizzare i flussi energetici complessivi di uno smart building. A che pro? Per semplificare l’autoconsumo e l’uso efficiente dell’energia solare, basandosi sui reali fabbisogni energetici dei diversi carichi elettrici.


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