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Quanto stanno crescendo le agenzie digitali, i dati Una-Prometeia

Il settore genera 27,6 miliardi di euro di valore aggiunto per l’economia italiana, pari al 1,7% del PIL. Il numero di occupati supera le 155mila unità, i numeri sono confortanti ma lo scenario non è dei migliori

Nel nostro Paese si stimano 28.000 imprese pari a un fatturato di oltre 27 miliardi con un impiego di oltre 156.000 addetti. Si tratta in prevalenza piccole aziende – oltre il 60% ha meno di 2 addetti e oltre il 90% ha meno di 10 addetti – e hanno trovato fortuna in particolare nel Nord, anche se si registra una presenza rilevante in Lazio e Campania. L’occupazione delle agenzie digitali è caratterizzata da una presenza superiore alla media di giovani con gli occupati fino a 35 anni che raggiungono il 30% (+50% rispetto alla media italiana) e donne impiegate in questo settore per il 42% (+7,6% rispetto alla media italiana).

Sono solo alcuni degli interessanti numeri dell’ultima ricerca Prometeia, elaborata per Una (associazione italiana delle agenzie digitali), facente parte di “Una+”, il progetto di digital transformation realizzato in partnership con Google e supportato da Confindustria Intellect.

Per quanto riguarda le aree di offerta che hanno più richieste, tra le prime tre si collocano il web (86%), il marketing/comunicazione (64%) e i social media (56%) con una varietà di servizi che  affianca un’offerta molto articolata di servizi di marketing e comunicazione allo sviluppo di siti web (71%), alla gestione dei social (51%) e allo sviluppo dell’e-commerce (46%).

La situazione in rapporto all’economia italiana

Il comparto delle agenzie digitali contribuisce in misura sostanziale all’economia italiana, non solo direttamente con le proprie attività ma anche indirettamente attraverso la propria filiera (effetto indiretto) e l’attivazione di spesa in consumi dei propri dipendenti e di quelli dei fornitori (effetto indotto).

Nel complesso le agenzie digitali hanno contribuito a generare 27.6 miliardi di euro di valore aggiunto nell’economia italiana, pari al 1,7% del PIL (totale valore aggiunto). Guardando alle operazioni strettamente digitali queste rappresentano il 38% del totale (0,7% del PIL).

“Il digitale ha dimostrato come la tecnologia possa aiutare persone e imprese nelle proprie sfide lavorative e imprenditoriali, anche in un momento di difficoltà”, dichiara Diego Ciulli, Policy Manager di Google. “La ricerca di Una e Prometeia fa luce su un settore che più di altri crea posti di lavoro, reagisce alla crisi e contribuisce alla nostra economia. Siamo felici di essere tra gli abilitatori di questo ecosistema e di constatarne la crescita, a vantaggio del Paese”.

I vantaggi economici per le imprese e per il Sistema Paese

Il campione di imprese intervistate riconosce alle agenzie digitali un ruolo cruciale. Tra le prime tre leve: la capacità di rafforzamento del brand, l’innovazione e l’incremento della competitività.

“La ricerca sottolinea quanto sia importante avviare, accelerare e cogliere tutte le potenzialità legate alla digital transformation”, sottolinea Emanuele Nenna, presidente Una. “Ci sono aziende che ancora ad oggi decidono di non investire nel digitale, forse bloccate della mancanza di una corretta conoscenza del settore. Ecco perché Una ha deciso di puntare sulla formazione di eccellenza: quella destinata alle piccole e medie agenzie italiane con l’obiettivo di accrescere le loro competenze in materia di comunicazione digitale, e renderle così in grado di guidare con consapevolezza le aziende del territorio in questa delicata fase di rilancio dell’economia del Paese”.

Il progetto Una+

Una+, un progetto ideato con l’appoggio di Google, si rivolge alle piccole e medie agenzie presenti sul territorio, con l’obiettivo di accrescere le loro competenze in materia di comunicazione digitale oltre ad accreditare sul mercato le agenzie che vi partecipano.

Per Alessandra Lanza, senior partner Prometeia, “la fase di ripresa post Covid rappresenta un’occasione unica per compiere quel “salto digitale” che possa portare l’Italia insieme all’Europa sulla frontiera hi tech, il terreno sul quale, nel futuro prossimo, si giocherà la sfida mondiale sulla competitività. È quindi fondamentale mantenere la massima attenzione su tutte le realtà digital perché da queste dipenderà una buona parte della crescita nel futuro”.


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