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Mezzogiorno, dove andranno i fondi del bando Macchinari Innovativi 2020

La pubblicazione del DD 7 settembre 2020 riapre la questione del Nuovo Bando Macchinari Innovativi 2020 destinato ad alcune Regioni del Mezzogiorno. Per stimolare l’innovazione nel Sud Italia, dove andranno i fondi? Come e dove saranno destinati i finanziamenti pubblici previsti per la prima tranche di 132,5 milioni di euro?

Questa prima tranche prevista dal DM 30 ottobre 2019 andrà a sostegno di 5 Regioni meridionali (Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). In questi territori del Sud si investirà per la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI prevista nel piano Impresa 4.0.

Il 30 luglio 2020, sono state presentate 386 domande di agevolazione pari a un fabbisogno complessivo di 360 milioni di euro. Tre volte di più delle risorse disponibili.

Una prima stima può essere fatta proprio dalla graduatoria di merito contenuta nel DD 7 settembre 2020.

Nuovo Bando Macchinari Innovativi 2020: graduatoria di merito per il Mezzogiorno

Il DM 30 ottobre 2019 per il Nuovo Bando Macchinari Innovativi 2020 destinato al Sud si basa su una graduatoria di merito (caratteristiche del richiedente e qualità della proposta). Non si basa affatto sull’assegnazione a chi risulta più veloce nel presentare domanda.

Dalla graduatoria, pubblicata il 7 settembre 2020, risulta un fabbisogno di finanziamenti di circa 174 milioni di euro rispetto ai 132,5 milioni disponibili.

Il bando macchinari innovativi è rivolto a:

  • PMI (incluse le microimprese);
  • reti d’impresa;
  • liberi professionisti;
  • attività manifatturiere riportate nella sezione C della Classificazione ATECO 2007;
  • attività di servizi alle imprese che corrispondono soltanto a certi codici (all. 3 al DM 30 ottobre 2019).

Le spese ammissibili variano da 400.000 euro a 3 milioni di euro.

È stata pubblicata la graduatoria ma non il contenuto dei singoli progetti presentati. L’esito dell’istruttoria verrà svelato a fine novembre. Nell’attesa, si azzardano stime in base ai dati resi pubblici relativi ai soggetti ammessi all’istruttoria (184 aziende). Consideriamo, però, la prima tranche disponibile di 132,5 milioni di euro a fronte di 174 milioni di euro relativi ai finanziamenti richiesti. Per la differenza di circa 40 milioni di euro sarà necessaria una selezione che potrebbe escludere alcuni settori come Costruzioni, Commercio, Agricoltura. Nella graduatoria pubblicata sono tuttora presenti settori non ammissibili secondo i codici ATECO che verranno, in seguito, esclusi.

Nuovo Bando Macchinari Innovativi 2020: una prima analisi

Riportiamo una sintesi dell’analisi effettuata da Angela Del Giudice, Innovation Management Engineer.

Dunque, il bando supporta 5 Regioni del Sud Italia: Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. In termini di agevolazioni richieste, la Campania risulta in testa (57%), mentre le ultime in classifica sono Puglia (8%) e Basilicata (5%). I richiedenti sono stati raggruppati in settori da confrontare con i codici ATECO validi per l’accesso ai finanziamenti. Riguardo ai settori, in testa alla classifica troviamo il Food con il 16% del fabbisogno complessivo di finanziamento, cui segue il settore Rifiuti (10%).

Lo scenario ipotizzato nella fase istruttoria

Quale scenario si potrebbe ipotizzare per l’istruttoria finale considerando soltanto le aziende ammesse?

Nel Sud Italia, il Food resterebbe in testa alla classifica aggiudicandosi un 4% in più, seppur perdendo un milione di euro di progetti innovativi. Il settore Metalmeccanico salirebbe di 3 punti scalzando il settore Rifiuti che, comunque, crescerebbe di 1 punto. L’Automazione Industriale perderebbe il 40% dei suoi progetti.

La situazione del resto della classifica dovrebbe rimanere invariata: 7 dei principali settori (Metalmeccanico, Stampa, Aeronautico, Consulenza, Logistica, Rivestimento dei metalli e Farmaceutico) non dovrebbero subire variazioni

Alla Basilicata andrebbe il premio come Regione più attenta e diligente con tutti i progetti ammessi e finanziabili. La Puglia perderebbe circa metà dei progetti presentati per altrettante imprese che non verrebbero ammesse all’istruttoria. La Sicilia risulterebbe penalizzata non per il valore dei progetti innovativi (migliori della media) ma per il numero di progetti (verrebbero esclusi, comunque, quelli di minor valore).


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