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Trasformazione digitale: le ‘best practices’ per il business

best practices della trasformazione digitale

Si fa presto a dire Digital Transformation. Le aziende italiane del comparto industriale rischiano infatti troppo spesso di rimanere bloccate ai primi step. Ma lo stallo nella digitalizzazione del business si può evitare, grazie all’adozione di best practices che aiutano a raggiungere tutti gli obiettivi di trasformazione digitale.

La trasformazione digitale rappresenta ormai un aspetto indispensabile per il successo del settore manifatturiero. In generale, non si può dire che i produttori non si stiano sempre più convincendo del potenziale delle nuove tecnologie per il proprio business. Nonostante questo, però, è piuttosto alto il numero delle aziende che non vanno oltre la fase di sperimentazione. Parliamo di progetti pilota di Industrial Internet of Things (IIoT) che rimangono in stallo anche per un paio di anni. Rendendo di fatto inattuabili i benefici di una completa digitalizzazione dei processi aziendali e del business. Questo perché molte realtà imprenditoriali sviluppano un percorso di trasformazione digitale che non crea un valore sufficiente da giustificarne il costo.

Superare lo stallo grazie alle best practices

Una tech company berlinese fornitrice di soluzioni di trasformazione digitale risk free, la Relayr, ha preso spunto da queste considerazioni per proporre quattro soluzioni per ovviare al rallentamento della Digital Transformation del business. Si tratta di un approccio quasi “filosofico” al problema, basato su una strategia di business chiara, sull’impegno da parte della leadership aziendale, sulla piena valorizzazione dei talenti e su partnership solide e affidabili.

In questo modo si spiana la strada a una trasformazione dell’intero modello di business che viaggia di pari passo con la digitalizzazione.  Il motto potrebbe essere: “se l’obiettivo è trasformare il business, lo strumento è il digitale”.

Gli elementi per un IIoT vincente

Nel momento in cui un’azienda intraprende un percorso in ambito Industria 4.0 la strategia di business rischia di essere messa in secondo piano, mentre ci si focalizza maggiormente sulla scelta della migliore soluzione tecnologica a disposizione. È invece importante che all’inizio del processo di trasformazione digitale si definiscano in modo chiaro gli obiettivi che ci si prefigge. Solo in questo modo, infatti, lasciando che sia il business a guidare la tecnologia e non il contrario, è possibile creare nuove opportunità capaci di generare ricavi e valore.

Un altro aspetto fondamentale è la condivisione di una visione unitaria di tutti i reparti. I vertici aziendali dovranno quindi considerare le esigenze delle diverse unità di business, coinvolgendo e motivando l’intera società che dovrà avere un obiettivo comune: il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In tal senso può essere utile l’istituzione di una task force dedicata al processo di digitalizzazione, che faciliterà la comunicazione tra tutti gli stakeholder coinvolti.

Un ulteriore impedimento allo sviluppo della trasformazione digitale oltre la fase pilota è il fattore umano. Non sempre infatti le aziende possiedono mentalità improntate a pianificare e implementare nuove soluzioni. Affinché un progetto di innovazione possa concretizzarsi, è indispensabile guidare il personale a un cambio di visione o, se vogliamo dirlo in altri termini, a un cambiamento culturale. A ciò si aggiunga che è fondamentale avvalersi di nuove competenze e risorse che rendano più fluido il processo di trasformazione nel medio e lungo periodo.

Infine, per portare a termine le operazioni di trasformazione digitale, le aziende del comparto manifatturiero dovranno prendere in considerazione la possibilità di implementare le soluzioni IIoT affidandosi a partner esterni. Certo, per quelle realtà che intendono contenere i costi, snellire i processi o incrementare l’efficienza, rivolgersi a un partner IIoT esterno potrebbe apparire una spesa inutile. In realtà la cosa non va vista necessariamente in questi termini. Il tempo necessario per selezionare le tecnologie adeguate e per la formazione dei dipendenti sui nuovi sistemi potrebbe di fatto rappresentare un costo addirittura maggiore.

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