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Potenziati gli incentivi Industria 4.0 nella Legge di Bilancio 2021

Per quest’anno e per il 2021 sono davvero tanti gli strumenti messi in campo dal Governo per sostenere l’industria, in particolare quella volta all’innovazione digitale, senza dimenticare anche la formazione 4.0

C’è un forte bisogno di rilanciare gli investimenti per l’Industria 4.0, sia per rilanciare l’occupazione che per contrastare una concorrenza internazionale sempre più forte. Per questi motivi, la prossima Legge di Bilancio 2021 ha come obiettivo proprio quello di potenziare il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali. Il potenziamento dovrebbe essere attuato incrementando la percentuale di spese agevolabili e l’investimento massimo ammesso al credito d’imposta.

Le principali agevolazioni previste all’interno del Piano Industria 4.0, poi diventato Transizione 4.0, sono anche rappresentati dai crediti d’imposta per la digitalizzazione delle imprese previsti dalla manovra dello scorso anno in sostituzione dell’iperammortamento e del superammortamento. Vediamo cosa prevede attualmente questa legge e quale dovrebbe essere la rimodulazione prevista dalla manovra (il testo definitivo della Legge di Bilancio sarà approvato entro il 31 dicembre 2020).

In pratica, queste sono le ipotesi di rilancio su cui sta lavorando il Governo.

Credito di imposta Investimenti 4.0

Per l’acquisto di beni materiali Industria 4.0 è previsto un incentivo in 3 diversi scaglioni d’aiuto:

  • agevolazione al 40% per importi fino a 4 milioni di euro;
  • agevolazione al 20% fino a 10 milioni di euro;
  • agevolazione al 10% fino a 20 milioni di euro.

L’intenzione è di elevare a 20 milioni di euro il tetto di investimento ammissibile. Per esempio, l’acquisto di macchinari digitali 4.0, ora agevolato al 40% fino a 2,5 milioni di euro, e al 20% da 2,5 a 10 milioni di euro, dovrebbe essere rimodulato come segue:

  • credito al 40% fino a 4 milioni di euro;
  • al 20% da 4 a 10 milioni;
  • nuova agevolazione al 10% fino a 20 milioni di euro.

Infine, il credito d’imposta al 15% fino a 700mila euro per i software 4.0 potrebbe salire al 20% fino a un investimento di 1 milione di euro.

Credito di imposta Software 4.0

Per l’acquisto di software 4.0 l’aliquota passerebbe dal 15% al 20% delle spese, con un tetto di spesa a 1 milione di euro.

Credito di imposta Ricerca e Sviluppo

Il Credito di imposta Ricerca, Sviluppo e Innovazione diventerebbe ancora più vantaggioso nel 2021 con l’applicazione di nuove percentuali di aiuto:

  • al 10% per progetti di innovazione (ora al 6%);
  • al 15% per progetti 4.0 (ora al 10%);
  • al 20% per l’attività di ricerca (ora al 12%).

Il massimale sarebbe elevato a 5 milioni di euro per le attività di ricerca e a 3 milioni per attività di innovazione. In questo ambito, il credito d’imposta del 12% fino a un tetto di 3 milioni di euro per ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico salirebbe al 20% su una spesa massima di 5 milioni di euro.

L’aliquota del 6% nel limite massimo di 1,5 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, che sale al 10% per l’innovazione 4.0, sarebbe portata rispettivamente al 10 e al 15%, raddoppiando in entrambi i casi il tetto di spesa a 3 milioni di euro.

Credito di imposta Formazione

Lo schema dell’incentivo dovrebbe essere confermato, ma con la previsione di estendere le spese ammissibili, comprendendo anche i costi di esercizio.

A proposito di quest’ultimo punto, il Governo prevede di rafforzare ulteriormente gli ITS ed è allo studio “l’introduzione di misure per potenziare i centri di competenza ad alta specializzazione (competence center) in modo da rendere più efficiente il network del trasferimento tecnologico costituito anche da altri centri di trasferimento tecnologico qualificati (Università ed enti pubblici di ricerca) e dai Digital Innovation Hub delle associazioni datoriali e dai PID (Punti Impresa Digitale) del sistema camerale”.


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