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Industria 4.0 e PMI, il piano UE per il loro sviluppo

Il segreto di una trasformazione digitale di successo è da ricercare più nelle competenze che nella tecnologia intesa come prodotto hardware e software digitale. La Commissione Europea, proprio a tale scopo, punta ad aumentare la diffusione di competenze e strumenti per l’innovazione digitale

Lo sviluppo produttivo dell’Europa è in crisi. A fronte di Paesi come Cina e Stati Uniti che da anni puntano con forza sulle tecnologie innovative, le piccole e medie imprese (PMI) europee sono in affanno per adeguare le proprie infrastrutture.

Un progetto ambizioso da parte dell’UE

Per invertire la rotta, e fare in modo che le società riescano finalmente a cogliere i vantaggi delle tecnologie 4.0 e della loro applicazione nei processi aziendali, l’Unione europea ha predisposto un’azione coordinata al fine, da un lato, di combinare capacità e competenze complementari di diverse regioni in ambito Industria 4.0 e, dall’altro, di trasferire queste competenze e tecnologie sui singoli territori ovvero a imprese e cittadini europei.

Il progetto è ambizioso quanto necessario, quindi la Commissione europea ha pensato bene di destinare 9,2 miliardi di euro all’interno del prossimo bilancio UE 2021-2027 su queste tipologie di progetti individuando nei cosiddetti “EDIH” (European Digital Innovation Hub) una delle principali chiavi di volta del futuro sviluppo digitale dell’Unione.

Riuscire a coinvolgere le PMI nell’Industria 4.0

L’obiettivo fondamentale di questo programma è quello di coinvolgere le PMI nel paradigma dell’Industria 4.0, con lo scopo di accrescere la diffusione di competenze e strumenti digitali specializzati.

I DIH europei (come quelli nazionali) sono (e saranno) sportelli territoriali destinati ad accelerare la competitività delle imprese mediante il miglioramento e l’analisi dei processi di business/produzione. Questi hub procurano alle aziende l’accesso diretto e imparziale a competenze tecniche e veri propri campi di sperimentazione, in modo che le aziende possano sfruttare la possibilità di “testare le tecnologie prima di investire”.

Cosa potranno ottenere i partner

Le azioni poste in essere dal network Industria 4.0 dovrebbero consentire a tutti i partner:

  • di migliorare prodotti e/o servizi;
  • di ridurre i costi;
  • di gestire le operazioni in modo più efficiente grazie al Production Performance Monitoring (PPM);
  • di reggere meglio la loro posizione concorrenziale (accesso a dati e informazioni utili strategiche e per rispondere meglio alle esigenze del mercato).

Quindi, tutte le attività dei Digital Innovation Hub europei e dei partner del network, sono (e saranno) strutturate in progetti tematici verticali, in modo da coprire i temi rilevanti del paradigma dell’Industria 4.0 e sviluppare soluzioni adeguate.

Dove saranno concentrati gli investimenti

Seguendo questa strategia industriale, gli investimenti saranno principalmente concentrati su spazi fisici (strutture e attrezzature) e sulle risorse umane (reclutamento e formazione), invece le tematiche principali oggetto di attenzione dovranno essere riconducibili alle seguenti macro-categorie:

  • Intelligenza Artificiale nelle sue diverse declinazioni;
  • High Performance Computing e Quantum Computing;
  • Cybersecurity sia in ambito privato che pubblico.

Per una reale applicazione di queste strategie anche nel nostro Paese al fine di evitare ogni rallentamento burocratico potremo contare su un sistema ben collaudato. Da un lato la filiera delle Camere di Commercio Italiane con i Punti Impresa Digitale, dall’altro i Competence Center, rappresentanti il mondo universitario e della ricerca, e infine i Digital Innovation Hub in cui associazioni di categoria ed esperti si occupano di trasferire tecnologia e competenze nel tessuto imprenditoriale del territorio regionale italiano.


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