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Verso un futuro Data-Driven

L’importanza della tecnologia e dei dati nell’era digitale è stata confermata dalla pandemia. Avere a disposizione le informazioni, però, non è sufficiente: bisogna analizzarle, connetterle e utilizzarle nel modo giusto per trasformarle in uno strumento utile alle imprese. Una sfida che, oggi, spetta anche alle Pmi

Non si può parlare di trasformazione digitale senza trattare il tema dei Big Data, elemento imprescindibile per la digitalizzazione delle imprese, la cui importanza è emersa chiaramente durante il periodo di emergenza Covid-19. Raccogliere i dati, tuttavia, non è sufficiente. La sfida che spetta alle aziende del domani, Pmi comprese, è riuscire a trasformare i data in un proficuo strumento di business. Per farlo, è necessario analizzarli in tempo reale e individuarne le connessioni. Solo in questo modo, infatti, è possibile trasformare le informazioni provenienti dai dispositivi tecnologici in suggerimenti utili a decisioni aziendali strategiche nel medio e lungo termine.

Le sopracitate non sono certo questioni inedite. Di Big Data si parla ormai da tempo e la digitalizzazione è la priorità per la quasi totalità delle imprese italiane e no. Tuttavia, è stato proprio in questi ultimi mesi che la necessità di una visione Data-Driven è emersa con ancor più forza, in risposta alle nuove esigenze e abitudini dei consumatori, che hanno trasferito sul web le proprie abitudini di consumo, determinando un a dir poco considerevole picco della domanda di acquisti digitali, customizzati e celeri.

Il futuro sarà guidato dai Data

“I dati – ha spiegato Mirella Cerutti, regional vice president Sas, in una recente intervista – giocano sempre più un ruolo chiave nella crescita di ogni business, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni. La possibilità di estrapolarne informazioni permette di coglierne i benefici in ogni settore produttivo. Solo le aziende in grado di trasformare questa nuova abbondanza di dati in conoscenza, attraverso gli analytics, saranno in grado di creare valore reale”.

Non c’è dubbio, dunque: per innovarsi, crescere e diventare competitive all’interno di un panorama internazionale, le aziende, di qualsiasi tipo e dimensioni, dovranno assumere una strategia data-driven. Sono i dati, infatti, lo strumento oggi più efficace per comprendere il posizionamento sul mercato proprio e dei concorrenti e per capire a fondo le caratteristiche dei diversi settori produttivi.

Una sfida per le Pmi

A dover rispondere alla sfida lanciata dai Big Data dovranno essere anche e soprattutto le piccole e medie imprese, che potrebbero beneficiare dei nuovi modelli di business da diversi punti di vista.

Ad esempio, l’utilizzo dei data e dei relativi strumenti di analytics permetterebbe al settore manifatturiero di prevedere anomalie dei macchinari, migliorare la qualità dei prodotti e le performance dei lavoratori. Il retail avrebbe l’opportunità di prevedere la domanda e ottimizzare così la logistica, riducendo i costi e, conseguentemente, aumentando il profitto. Ancora, i data potrebbero agevolare i reparti marketing nella comprensione di ciò che il cliente desidera. Infine, le applicazioni trasversali dei dati convertiti in decisioni e suggerimenti potrebbero portare vantaggi all’intera filiera.

E così la rivoluzione digitale ha comportato una “democratizzazione” nel settore produttivo, con le piccole e medie imprese alle prese con le stesse problematiche e riorganizzazioni che si trovano ad affrontare le più grandi multinazionali. La digitalizzazione richiede a tutti lo stesso know how che, tuttavia, nelle Pmi chiede di essere raggiunto grazie a un maggiore aiuto iniziale, in particolare per quel che riguarda la ridefinizione delle tecnologie e dei processi.


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