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L’AI e le imprese italiane, si può fare di più?

Di Intelligenza Artificiale se ne parla molto e spesso, ma quanto quest’innovativa tecnologia è davvero utilizzata all’interno delle imprese italiane e no? All’interrogativo risponde il white paper ‘Intelligenza artificiale. Tecnologie e applicazioni industriali’ realizzato da Anie Automazione in collaborazione con il Politecnico di Milano

“Guardando queste cifre, che fotografano lo stato dell’arte, francamente ci si poteva aspettare qualcosa di più”, così Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano ha commentato i dati raccolti sui progressi compiuti dalle aziende italiane per quel che riguarda l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Numeri alla mano, sembra che di Artificial Intelligence se ne parli molto, ma se ne faccia poca. L’applicazione della tecnologia all’interno delle imprese è ancora allo stato embrionale, tanto in Italia quanto all’estero. Questo quanto riportato dal white paper intitolato ‘Intelligenza artificiale. Tecnologie e applicazioni industriali’ (scaricabile gratuitamente qui), realizzato dal Gruppo software industriale di Anie Automazione, in collaborazione con gli Osservatori Artificial Intelligence e Industria 4.0 del Politecnico di Milano.

I dati sull’AI nelle imprese italiane

Lo studio condotto da un lato approfondisce il tema dell’Artificial Intelligence, per rendere tutti i suoi aspetti e le sue applicazioni più chiari e comprensibili a imprenditori, manager e operatori sul campo; dall’altro mostra lo sviluppo attuale della tecnologia all’interno della rete produttiva nazionale.

L’utilizzo nelle aziende

Secondo i dati forniti, circa i 2/3 delle imprese italiane considerano l’AI un’opportunità di sviluppo, soprattutto come strumento di elaborazione e interpretazione dei data. Eppure, un’azienda su tre (34% aggregato) non ha alcun progetto in corso riguardo l’intelligenza artificiale. Il 18% ha dichiarato di avere intenzione di fare qualcosa a riguardo, ma in futuro, e l’11% del totale censito ha almeno un’idea allo stato progettuale. Tra le imprese già operative con l’AI, il 24% (1 su 4) ha almeno un progetto in fase di sperimentazione; il 15% degli intervistati si trova allo step successivo, di implementazione, e solo il 16% delle imprese italiane possiede un progetto e un’applicazione di Artificial Intelligence oggi attualmente operativo.

La situazione non è molto diversa in ambito internazionale. Tra tutti gli oltre 150 progetti di AI di cui si ha notizia nelle maggiori imprese, meno della metà (40%) ha concluso la progettazione giungendo alla fase di implementazione e appena il 16% applica già sistemi di intelligenza artificiale nel proprio sistema produttivo. Dato che corrisponde a quello riscontrato nel panorama italiano.

I principali casi applicativi

“Finora – ha spiegato Miragliotta – a fare la parte del leone nello sviluppo e nell’applicazione di soluzioni AI è essenzialmente la fabbrica, la manifattura, protagonista della cosiddetta Industria 4.0”. Guardando alle aree di implementazione, è infatti l’area Factory quella dove si riscontra il maggior numero di casi applicativi.

Al momento, l’Intelligenza Artificiale è utilizzata principalmente in ambito produttivo, ad esempio nella pianificazione delle attività o nel monitoraggio delle prestazioni. Al centro di un ampio processo di trasformazione digitale si trovano poi i processi non operativi, in particolare nell’ambito del marketing, come le dynamic advertising, e in quello dell’assistenza clientela, dove i chatbot trovano sempre più spazio. Seguono poi le aree Product life cycle, con numerosi progetti nei settori chimi e farmaceutici, e le supply chain per fornitura e logistica.

L’uomo resta al centro

L’Intelligenza Artificiale permette alle imprese di semplificare la gestione della produzione e della conduzione aziendale, lasciando che sia la macchina a prendere in autonomia decisioni critiche e complesse. Tuttavia, ciò non può e non deve sostituirsi all’attività dell’operatore umano.

Come infatti tiene a precisare Fabio Marchetti, presidente del gruppo Software Industriale di Anie Automazione, “l’uomo e il contributo umano restano al centro dell’evoluzione. L’AI ha funzioni operative, il controllo, la visione, gli obiettivi finali sono e restano di pertinenza di uomini, imprenditori, manager”.


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