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Il futuro dell’IoT, cosa accadrà nel 2021?

Pubblicando le previsioni per il mondo IoT nel 2021, Forrester, una delle più influenti firm di ricerca e consulenza alle imprese in tutto il mondo, ha sottolineato il ruolo chiave dell’edge computing che passerà dalla fase sperimentale alla tecnologia concretamente applicabile, guidata in gran parte da Intelligenza Artificiale e 5G

Quando riapriranno gli uffici? Lo smartworking diventerà la norma? Le aziende hanno attraversato il 2020 in una situazione di continua emergenza, per l’alternarsi di periodi di lockdown e normalità. Ed ora è difficile fare ipotesi, impossibile decretare il destino del futuro modus per quanto riguarda i diversi ambiti della vita, dal lavoro alla salute.

Sono veramente molte le prassi della vita comune drasticamente mutate durante la pandemia di Coronavirus: e in tutti questi cambiamenti si ritrova, quasi una sorta di denominatore comune, lo sviluppo delle tecnologie di rete. La pandemia ha accelerato il processo di trasformazione digitale, concentrando – per fare un solo esempio – in pochi mesi il passaggio dalla presenza quotidiana dei dipendenti in ufficio al lavoro remoto.

Un ritorno alla completa sicurezza

Secondo Forrester, una delle più influenti firm di ricerca e consulenza alle imprese in tutto il mondo, le tecnologie si sono fatte più “consistenti” nella misura del 300%. Ricorrendo a un altro esempio, l’individuazione di clienti e dipendenti è risultata essenziale ai fini del distanziamento sociale. È una delle esigenze connessa alla pandemia, a cui le aziende hanno dovuto abituarsi a far fronte, sempre più spesso con l’ausilio delle tecnologie di connettività, superando di slancio un passato (peraltro recente) in cui gestire una grande quantità di PC connessi da remoto e a tempo pieno, con gli ovvi rischi per la sicurezza dell’infrastruttura, semplicemente non si era mai reso necessario.

Nel 2021 è verosimile il ritorno alla completa sicurezza, purché sia garantito alla tecnologia un ruolo fondamentale: solo chi avrà investito su rete, cloud e IoT gestirà al meglio la transizione. Tecnologia tra le più promettenti, “IoT” è ormai trasversale a molti settori e soluzioni: Smart City, IIoT, M2M (Machine to Machine communication)… si prevede che, entro il 2025, il 55% dei dati in tutto il mondo sarà generato dall’IoT.

“Durante la pandemia, le aziende europee hanno portato a termine, talvolta anche da un giorno all’altro, attività che un tempo sembravano impossibili”, ha detto Laura Koetzle, VP e Group Director di Forrester. “Conversione al telelavoro, realizzazione di piattaforme di e-commerce per la vendita online e organizzazione di eventi in modalità virtuale sono solo alcuni degli esempi su cui hanno dovuto lavorare rapidamente le organizzazioni europee”.

Il “caos di connettività di rete”

Uno scenario in cui si evidenzia, però, una criticità. Non esiste una sola opzione di connettività atta a soddisfare ogni caso d’uso per l’IoT, per cui le aziende dovranno familiarizzare con l’insufficienza delle reti degli operatori telefonici, supplite da reti private distribuite da aziende, basate in gran parte sulle piattaforme cloud in competizione con l’intelligenza artificiale e con la diffusione del 5G.

In quello che Forrester descrive come “caos di connettività di rete”, sarà accessibile una varietà molto più ampia di connettività wireless, con connessioni mobili di quinta generazione cui si affida il compito di fare da volano decisivo per la crescita economica.

Dati generati dal comportamento umano diretto o indiretto

Non si tratta dei dati comportamentali sui social media, ma di quelli generati dall’interazione umana monitorati e letti da dispositivi intelligenti. Muovendosi nella rete, gli utenti finali generano la cronologia delle posizioni e l’applicazione della mappa la registra. Le aziende utilizzano i dati così ricavati per condurre attività di marketing o rilasciare nuovi prodotti e servizi esclusivi basati su dati reali.

Pur prevalendo ancora un atteggiamento tradizionalista nei confronti dell’etica dell’informazione e delle questioni sociali derivanti da pratiche del genere, è certo che nel 2021 il fenomeno crescerà di volume.

IoT combinato con blockchain: transazioni al sicuro

Con ingenti quantità di dati generati dai dispositivi intelligenti, la correlazione tra “transazione”, “sicurezza” e dati diventa più forte. Soprattutto quando si tratta delle applicazioni sanitarie intelligenti, aspetti come sicurezza e integrità dei dati diventano imprescindibili.

Ed è qui che si gioca il ruolo della blockchain, basato sulla sua tecnologia decentralizzata. Utilizzata come valuta virtuale, la blockchain rende ogni transazione sicura e inalterabile, assicurandone la registrazione su più registri crittografati.

Più risorse AI sul posto di lavoro

In pandemia, l’Intelligenza Artificiale si è fatta strada, mentre il WFH (Work From Home) si è qualificato come nuova tendenza economica, capace di portare molti nuovi prodotti B2C, come l’assistente AI (Alexa, Siri).

Alcuni settori B2B (produzione, logistica al dettaglio e altro), ove è ancora necessaria una sede di lavoro fisico, beneficiano di altre soluzioni di intelligenza artificiale, come le telecamere AI per il monitoraggio della fabbrica. Ad eventuali anomalie si fa fronte anche da remoto o impostando regole per la correzione automatica. Entro la fine del 2023, il 40% delle aziende dovrebbe aver completato l’integrazione degli stili di lavoro da remoto e in loco per infrangere le restrizioni geografiche.

Smartworking, la vita dei dipendenti si trasforma

I costosi immobili aziendali saranno probabilmente abbandonati e si prevede, in esito della pandemia scatenata da Covid-19, una percentuale più alta di lavoratori remoti permanenti.

Dall’indagine di Forrester emerge che almeno l’80% delle aziende svilupperà strategie inclusive di applicazioni IoT per migliorare la sicurezza dei dipendenti e migliorare l’efficienza delle risorse, come illuminazione intelligente, alimentazione, energia, monitoraggio ambientale e utilizzo dello spazio abilitato dai sensori.

Sanità: è qui la rivoluzione!

Il 2021 sarà un anno molto significativo per l’acquisizione di dati sulla salute dei pazienti attraverso l’impiego dei dispositivi indossabili, il miglioramento dell’esperienza dei dipendenti negli uffici intelligenti e l’estensione della distribuzione del monitoraggio remoto per le macchine connesse, dalla telemedicina al sistema di assistenza automatizzato per anziani e disabili.

Stando a Forrester, è destinato a una forte crescita il numero degli utenti dei dispositivi sanitari intelligenti: un trend giustificato da molte buone ragioni. Ognuno, per cominciare, potrà prendersi tempestivamente cura della propria salute, risparmiando tempo e denaro rispetto alla tradizionale consultazione di un operatore che, dal canto suo, potrà conoscere e risolvere più tempestivamente i problemi dei pazienti. E, per finire, il rischio di infezione sarà drasticamente ridotto col diminuire delle presenze fisiche dei pazienti alle strutture.

È plausibile affermare che l’assistenza sanitaria post-Covid-19 sarà dominata dalle esperienze di salute digitale e migliorerà l’efficacia dell’assistenza virtuale: la diffusione del virus ha portato infatti a sostanziali aumenti degli investimenti nella tecnologia sanitaria digitale e remota. L’interesse dei consumatori è in aumento grazie al fattore convenienza e, secondo Forrester, ci sarà un’ondata di coinvolgimento interattivo che avrà la sua espressione concreta nei dispositivi indossabili e nei sensori, capaci di rilevare da remoto la salute di un paziente.

Un ruolo-chiave per l’edge computing

Lo smartworking ha sensibilmente potenziato l’apprendimento delle funzioni e delle applicazioni del cloud e dell’edge computing, che si è rivelato un valido aiuto per snellire e rendere più flessibili i processi aziendali, al punto che sempre più aziende lo applicano a più analisi dei dati.

È possibile anche, volendo, preimpostare motori di regole per garantire l’operatività offline o combinare l’edge computing con l’apprendimento automatico per prevedere gli errori e ridurre i rischi con correzioni istantanee degli errori. Su queste basi, Forrester prevede nel 2021 l’affermazione nel mercato dell’edge computing, che passerà dalla fase sperimentale alla tecnologia concretamente applicabile, guidata in gran parte da Intelligenza artificiale e 5G.

Connubio fra AI e edge computing e sviluppi futuri

Secondo Forrester, dunque, la crescita del mercato nel 2021 sarà guidata in primis dalla sanità, con un impegno proattivo concretizzato nella diffusione di dispositivi wearable e sensori. Seguiranno a brevissima distanza le iniziative di smart office per il ritorno in un “ufficio” sempre meno fisico, mentre le Smart Factories accoglieranno sempre più spesso servizi di localizzazione, monitoraggio delle risorse remote e nuove tecnologie di rete.

Non vi è dubbio che la parte del leone spetti alla connettività: nell’indagine Forrester si legge che il 2021 sarà l’anno in cui ogni azienda raddoppierà esperienze utente, operation, prodotti ed ecosistemi a leva tecnologica. L’adozione delle tecnologie 5G e Wi-Fi sarà però più lenta rispetto al 2020, con un calo della crescita nel mercato del cloud pubblico (dal 42% nel 2018 al 24% nel 2022), poiché le organizzazioni subiranno il caos del mercato.

Il successo delle organizzazioni europee dipenderà da quanto rapidamente riusciranno a sfruttare la tecnologia per supportare le risorse umane nella nuova normalità e realizzare piattaforme che facciano la differenza. Ad abilitare questa transizione saranno nuove tecniche di apprendimento e le reti 5G private giocheranno un ruolo importante nell’industria 4.0, ad esempio per l’automazione, la realtà aumentata, il monitoraggio e la manutenzione predittiva.

Anche se non spariranno, i player di cloud pubblico non domineranno il futuro computing edge, secondo Forrester, ma saranno superati da fornitori con una strategia edge vincente. Nuovi casi d’uso IoT in diversi ambienti e aree geografiche verranno a crearsi grazie alla crescente gamma di opzioni di rete, tra cui satellite, cellulare, Wi-Fi, Bluetooth, Zigbee, Z-Wave e Citizens Broadband Radio Service (CBRS) negli Stati Uniti.

Il 2021 vedrà effettivamente i tassi di utilizzo del 5G e del Wi-Fi rallentare sostanzialmente a causa del mercato “frammentato” della connettività IoT e parte di quella spesa andrà verso opzioni satellitari e altre soluzioni a basso consumo, verso cui l’interesse dovrebbe salire nella misura del 20%, secondo le stime di Forrester.


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