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Le prospettive della digital economy nei Paesi OCSE

L’economia digitale ha bisogno di politiche nazionali convincenti da parte dei governi. Coordinamento e forti investimenti si sono rivelati fondamentali per contrastare l’epidemia, non c’è più tempo per sottovalutare lo sviluppo dell’Economia 4.0

La pandemia ha reso ancora più evidenti i limiti di tutti quei Paesi che non hanno investito seriamente nelle tecnologie digitali. Pertanto, in quest’ultimo periodo, sono stati amplificati tutti gli aspetti della trasformazione digitale nei vari Paesi dell’OCSE, con il conseguente aumento della domanda di connettività e la crescita dell’importanza di tecnologie come l’Intelligenza Artificiale e i Big Data.

Altrettanto rilevanti sono diventate le sfide connesse al loro utilizzo e al rischio dell’aumento del divario tra le varie componenti sociali, che poi sono solo alcune delle tendenze individuate dal nuovo Rapporto OCSE sulle prospettive dell’economia digitale nei Paesi membri.

L’epidemia e la trasformazione digitale

Il rapportoDigital Economy Outlook 2020”, giunto alla terza edizione, ha come finalità quella di fornire una serie di indicazioni sulle tendenze degli sviluppi politici e dei dati relativi alla domanda e all’offerta dei servizi e delle tecnologie digitali nei Paesi membri. Nel documento si sottolinea come la trasformazione digitale stia condizionando le economie e le società, con un’attenzione speciale su come la pandemia abbia accresciuto le opportunità e le sfide della trasformazione digitale.

“Le tecnologie digitali hanno aiutato le nostre economie e le nostre società ad evitare un arresto completo durante la crisi di COVID-19, e ci hanno permesso di saperne di più sul virus, di accelerare la ricerca di un vaccino e di seguire lo sviluppo della pandemia”, ha dichiarato, Ulrik Vestergaard Knudsen, Vice Segretario Generale dell’OCSE.

Ma non bisogna dimenticare che la pandemia ha fatto anche emergere nuove sfide, come la crescente domanda di connettività (soprattutto di reti ultra veloci) e ha tristemente evidenziato i divari digitali esistenti, rafforzando la necessità di un approccio più inclusivo alla trasformazione digitale. Con il telelavoro e lo sviluppo ulteriore del commercio elettronico, inoltre, l’epidemia ha purtroppo creato un ambiente ideale per gli attacchi informatici.

Le strategie adottate per la digital transformation

Per rispondere a questa situazione di emergenza, i Paesi dell’OCSE hanno adottato diversi approcci strategici nello sviluppo di politiche dirette alla trasformazione digitale del tessuto imprenditoriale e sociale.

I trentaquattro aderenti all’OCSE si sono tutti prodigati nell’implementare una strategia nazionale digitale, al fine di migliorare il coordinamento delle politiche ai più alti livelli di governo, soprattutto nei riguardi delle tecnologie emergenti. Non a caso nei primi mesi di quest’anno, i membri OCSE si sono dotati di una strategia nazionale di Intelligenza Artificiale, con una forte enfasi sull’adozione e sulle competenze da assegnare.

Negli ultimi tre anni, inoltre, molte nazioni hanno sviluppato strategie relative all’adozione del 5G e dei sistemi di sicurezza informatica, anche se rimangono profonde disuguaglianze tra i Paesi per l’estensione di queste strategie digitali nazionali, dovute alla mancanza di un budget adeguato e di strumenti di valutazione per l’impatto di queste tecnologie.

Per sfruttare i benefici e affrontare le sfide della trasformazione digitale c’è bisogno, secondo il rapporto, del coordinamento di tutte le politiche identificate dal quadro di riferimento. Esse hanno bisogno soprattutto della presa in considerazione di questioni politiche trasversali (ad esempio, il genere, le competenze, il governo digitale e la governance dei dati). In pratica, tutte le dimensioni della politica devono essere considerate congiuntamente, per far funzionare la trasformazione digitale, per la crescita e il benessere dei vari Paesi.

Lo studio OCSE intende, inoltre, fornire gli strumenti più adeguati ai vari Paesi per aiutarli a bilanciare le politiche su ognuno degli aspetti considerati, tenendo conto delle particolarità di ciascun Paese. Knudsen è stato chiarissimo in tal senso: “Siamo a un punto di svolta nella trasformazione digitale, e la forma delle nostre economie e delle nostre società post-Covid dipenderà da come riusciremo a progredire e a ridurre queste divisioni”.


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