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Nuova Sabatini, le novità per il nuovo anno

Piccole e medie imprese hanno una forte necessità di innovare i propri impianti e di utilizzare le nuove tecnologie. La crisi ha accentuato la precarietà del mondo imprenditoriale italiano. Il governo ha quindi deciso di migliorare la Sabatini con la quale ha già ottenuto dei risultati importanti

La nuova Sabatini è l’agevolazione che permette alle imprese di ottenere un significativo beneficio fiscale se investono in beni strumentali nuovi funzionali all’attività d’impresa. Le novità introdotte partono dal luglio 2019, con la circolare 296976 e giungono all’autunno/inverno 2020, con diverse modifiche introdotte con i decreti governativi di gestione della ripresa economica durante la pandemia e successive modificazioni attraverso normative specifiche.

A quanto ammontano i finanziamenti

La notizia più importante per gli imprenditori è il fatto che è stato eliminato il limite dei 200mila euro di finanziamento per avere il contributo statale previsto dalla Nuova Sabatini in un’unica soluzione: nello specifico, lo prevede una norma della Legge di Stabilità 2021, che potenzia uno degli strumenti per gli investimenti più utilizzati dalle imprese negli ultimi anni.

Il contributo statale, è bene sottolinearlo, risulta pari al valore degli interessi sul prestito calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni, a un tasso d’interesse annuo minore per gli investimenti ordinari e maggiore per quelli in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (Industria 4.0).

I finanziamenti Nuova Sabatini vanno dai 20mila euro ai 4 milioni, durano al massimo cinque anni e vanno integralmente a coprire l’investimento. La domanda di sovvenzione si presenta alla banca (scelta fra quelle che aderiscono a specifica convenzione), mentre per il contributo statale si utilizza la piattaforma del ministero, certificando l’avvenuta ultimazione dell’investimento. Quest’ultimo è un punto importante: infatti, con la modifica normativa della manovra, il contributo viene erogato a investimento ultimato ma, come dicevamo, non più in sei quote annuali, bensì in un’unica soluzione.

Cosa viene concesso alle imprese

Per il resto, l’incentivo non ha subito modifiche e va a concedere alle imprese:

  • un finanziamento agevolato da parte di banche e intermediari convenzionati, anche a copertura totale;
  • un contributo ministeriale rapportato agli interessi di tale finanziamento;
  • l’eventuale garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento purché di durata non superiore a 5 anni, di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro, interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

I tassi d’interesse

Molto interessante per gli imprenditori è il tasso d’interesse annuo applicato che è di:

  • 2,75% per investimenti ordinari;
  • 3,575% per investimenti in tecnologie e sistemi rientranti nella sfera “Industria 4.0” (big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – RFID e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti).

Non è un aiuto di Stato

La Nuova Sabatini non viene considerata nel cosiddetto regime “de minimis” e quindi non è considerato come un aiuto di Stato.

In questo modo è cumulabile con altre agevolazioni: lo stesso bene può quindi essere fatto valere su linee di aiuto pubblico diverse. Alla luce dei tassi di interesse applicati da istituti di credito e intermediatori finanziari negli ultimi anni, rappresenta la migliore agevolazione sul mercato per chi ha necessità di acquistare beni nuovi funzionali all’attività d’impresa. Le normative intervenute in seguito all’emergenza pandemica hanno ulteriormente agevolato l’istituto e i beneficiari, sia quelli che avevano già richiesto l’agevolazione, che quelli potenziali.


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