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L’invasione dei Big Data

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I Data sono stati definiti l’oro nero del nuovo millennio. Preziosa fonte di informazioni per aziende di tutti i settori, hanno ormai invaso la quotidianità. Dall’intrattenimento al credito, dallo shopping alla politica, non c’è ambito che non sia stato vittima dell’invasione dei Big Data

Una silenziosa rivoluzione è in atto: è la rivoluzione dei dati, o meglio dei Big Data. Il successo di un’azienda, oggi, non può prescindere dalla capacità di analizzare le informazioni e metterle in relazione così da trasformarle in suggerimenti su cui basare la propria strategia. Che si tratti di campagne elettorali, intrattenimento, formazione, sanità o marketing, la questione non cambia. I dati sono la chiave per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Un trend sempre più in crescita

Tutti siamo fonte di dati, ciascuno oggetto di profilatura ogni qualvolta si entri in internet. E il trend è destinato a una rapida crescita. Se, infatti, il numero di dati prodotti nel 2018 fu pari a quello prodotto in tutta la storia precedente; tra qualche anno, con l’avvento del 5G, basteranno 12 ore per produrre una quantità di dati pari a quella prodotta in tutta la storia dell’umanità.

“Negli anni 20 del ventunesimo secolo i dati sono il fondamento dell’economia e della società, imprescindibili come è imprescindibile l’acqua per la vita. Le similitudini non finiscono qui, perché i dati per poter essere utilizzati devono essere puliti e accessibili, raccolti da fonti diverse e incanalati in una struttura in grado di gestirli. I dati, di per sé, non sono infatti sufficienti: sono le analytics che trasformano i dati in intelligenza attiva”, queste le parole di Stefano Nestani, regional director di Qlik Italia, azienda attiva nel campo dell’analytics e autore di un recente report sull’argomento.

I Big Data e l’intrattenimento

L’entertainment odierno si compone di numerose piattaforme on-demand, accomunate da una quantità infinita di titoli e, soprattutto, dalla proposta di un’offerta studiata su misura per ogni singolo utente.

I titoli che compaiono sulla home sono infatti scelti dall’algoritmo sulla base degli interessi precedenti del visitatore e della popolarità momentanea. L’algoritmo di Netflix è senz’altro quello più raffinato, capace di modificare persino la locandina per renderla più adatta ai gusti dei singoli.

Anche le banche usano i Data

Per le banche è ormai prassi consolidata quella di utilizzare i Big Data per svolgere analisi e approfondimenti sull’affidabilità finanziaria dei propri clienti. Le scelte delle banche in materia di credito, oggi, tengono conto anche delle informazioni registrare dalle app di salute, dei post sui social che testimoniano un certo stile di vita, dei flussi di pagamento, nonché della reputazione digitale dei richiedenti credito.

Shopping di Big Data

Sempre più persone hanno fatto del web il proprio centro commerciale. L’e-commerce ha soppiantato le passeggiate tra i negozi, fenomeno accentuato ancor di più dall’emergenza sanitaria. Siamo spinti a comprare online, perché è online che ci vengono forniti i consigli per gli acquisti più convincenti. Raccomandazioni elaborate sulla base delle attività e degli acquisti precedenti di ogni singolo utente.

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