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Come fare il controllo qualità nell’IoT

controllo qualità

In ambito Industria 4.0 l’adozione di soluzioni IoT permette di ottimizzare le attività legate al controllo qualità. Workflow, data management, software in grado di monitorare in tempo reale tutti i flussi produttivi. Vediamo nel dettaglio cosa si intende per controllo qualità e in che modo esso viene affrontato grazie al paradigma IoT

“Parte della gestione della qualità mirata a soddisfare i requisiti della qualità”. Così viene ufficialmente definito dalla ISO 9000:2000 quello che nel gergo comune chiamiamo sbrigativamente ‘controllo qualità’. Stiamo quindi parlando di un’attività gestionale di verifica della conformità del processo e del prodotto/servizio ai determinati requisiti che ne costituiscono lo standard qualitativo. Quest’ultimo è l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche fondamentali che riguardano sia il processo che il prodotto/servizio e che li rendono rispondenti alle aspettative dell’utilizzatore.

Va da sé che un controllo qualità rigoroso ed efficiente è direttamente proporzionale alla soddisfazione dell’utente. Più nello specifico, un sistema di controllo qualità comprende: la raccolta dati in tempo reale, la verifica statistica di processo, la gestione degli strumenti di misura, i controlli in accettazione da fornitori e la gestione dei lotti di materiale, i controlli post-lavorazioni, il collaudo finale e la gestione delle partite di collaudo. A ciò si aggiunga poi la valutazione dei fornitori, la rilevazione dei parametri di qualità con collegamenti diretti alle macchine per la programmazione dei controlli in funzione dei pezzi prodotti, la gestione della tracciabilità.

Vecchie esigenze, nuove soluzioni

Nell’ottica industriale tradizionale gli aspetti sottoposti a controllo qualità sono solitamente suddivisi in tre livelli, a seconda del danno causato al processo/prodotto in caso di non conformità:

  • Aspetti ‘critici’ nel caso la funzionalità venga compromessa in modo pesante;
  • ‘importanti’ qualora venga intaccata la funzionalità ottimale;
  • ‘secondari’ se tali aspetti non pregiudicano in alcun modo la funzionalità.

Nella più moderna e tecnologia visione industriale della Smart Factory i livelli di rischio…rimangono gli stessi! A cambiare è l’adozione di soluzioni IIOT capaci di ottimizzare le operazioni del controllo qualità grazie a un monitoraggio in tempo reale dei flussi produttivi: specifici software elaborano i dati forniti dai sensori posti nei punti strategici della linea di produzione, rilevando eventuali non conformità.

Il controllo qualità secondo l’Industria 4.0

Un esempio pratico di automatizzazione nel controllo qualità in fase di collaudo è l’uso di software vocali durante le operazioni di verifica. Il controllo qualità ‘alla vecchia maniera’ viene effettuato dall’operatore manualmente, trascrivendo le annotazioni su moduli cartacei. Grazie al software vocale, invece, i setting del macchinario possono essere confermati oppure modificati a voce. Come? Attraverso postazioni dotate di computer e cuffie cordless con cui comunicare in tempo reale e visualizzare i risultati delle modifiche effettuate.

Ancora, è possibile impiegare sistemi di ‘computer vision’, ovvero soluzioni di estrapolazione automatica di informazioni dall’elaborazione di immagini digitali con l’utilizzo di sensori di prossimità per controlli e monitoraggi in condizioni gravose.

Insomma, ladozione di soluzioni IIOT permette di ridurre i costi legati alle produzioni di articoli che risultano non conformi, agli sprechi e alle rilavorazioni. Il tutto apportando evidenti benefici in quanto ad aumento dei volumi prodotti e migliorata tracciabilità e sostenibilità.

Una figura chiave: il Quality Control Manager

Un addetto al controllo qualità, o Quality Control Manager, lavora per assicurare la conformità allo standard qualitativo del processo/servizio. Ha prima di tutto l’onere di capire quali sono i bisogni dell’utilizzatore, per poi impegnarsi per far sì che il prodotto/servizio fornito non deluda tali aspettative.

In concreto, questa figura professionale ha il compito di monitorare il ciclo di vita del prodotto/servizio, coordinandosi con i diversi reparti aziendali, dall’ufficio acquisti al management, passando per il settore produttivo. Un addetto al controllo qualità si accerta dunque dei materiali acquistati, pianifica la modalità, la frequenza e l’esecuzione delle verifiche, ne predispone la documentazione e i campioni, analizza i dati relativi alle problematiche riscontrate e propone soluzioni in linea con i target aziendali.

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