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Come i retailer possono sfruttare l’Intelligenza Artificiale

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È fondamentale che i brand, a prescindere dalle dimensioni, comprendano tutti i vantaggi che le applicazioni AI possono portare, anche durante la pandemia. In un settore, come quello del Retail, fattosi altamente competitivo, possono garantire la migliore customer experience, ottenendo la fidelizzazione del cliente

L’industria Retail, solida e pragmatica, ha dimostrato più volte di saper abbracciare l’innovazione, di far fronte alle sfide e di familiarizzare con nuove tecnologie. Se tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 gli investimenti in computer facevano normalmente parte dei piani di crescita e sviluppo aziendali, per i retailer di oggi guadagnare vantaggio sui competitor significa investire in Intelligenza Artificiale, particolarmente in aree come la customer experience o la supply chain.

E ci sono previsioni che confermano entusiasticamente la tendenza. Manhattan Associates, specialista americano di software di Supply Chain Management (SCM), ha annunciato che entro il 2025 i retailer spenderanno 15,3 miliardi di dollari in Intelligenza Artificiale, 8 miliardi in più di quanto inizialmente previsto entro la fine del 2022. Tuttavia, prima che l’AI possa essere veramente efficace nel settore, occorre prima affrontare le sfide qualitative e quantitative dei dati.

Le macchine “che pensano”

Nell’estate del 1956, John McCarthy, uno scienziato informatico, riunì ricercatori del linguaggio di simulazione, reti neurali, teorie complesse e molto altro nel corso di un workshop estivo a Dartmouth, con lo scopo di sviluppare concetti che riguardavano le “macchine pensanti”. Oggi al settore dell’Intelligenza Artificiale (AI) afferiscono molte discipline, come elaborazione del linguaggio naturale, linguaggio, visione, esperti di sistema, robotica.

Tra queste discipline figura anche il Machine Learning (ML), definito come “l’applicazione di un’intelligenza artificiale che fornisce ai sistemi la capacità di imparare automaticamente e migliorare dall’esperienza, senza essere esplicitamente programmata”, sostanzialmente una combinazione di tre discipline scientifiche: scienza dei dati, scienza informatica e matematica. E, come per l’Intelligenza Artificiale, anche al Machine Learning fanno capo diversi ambiti e metodi, come reti neurali e apprendimento profondo.

Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Retail

L’elevato potenziale di previsione, pianificazione e ottimizzazione delle reti di fornitura e domanda spiega perché l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel mondo Retail sia tanto cresciuto: nello store, nel magazzino, online, le opportunità di sfruttare sia l’AI sia il Machine Learning per migliorare le operazioni di vendita al dettaglio sono reali.

In un mercato omnichannel in sovraccarico, i clienti approfittano della concorrenza in atto per la spesa online, passano incessantemente da un brand all’altro a seconda ad esempio della velocità di consegna. L’azienda deve assicurarsi che lo stock sia disponibile al momento giusto e garantire un’efficiente gestione del magazzino e del centro di distribuzione, così da evadere gli ordini tanto verso uno store quanto dal cliente a domicilio, mantenendo il distanziamento sociale in ogni fase del percorso.

Il 26% dei consumatori afferma di rinunciare all’acquisto se non è possibile ricevere gli articoli abbastanza velocemente. In un decennio, siamo passati da spedizioni a pagamento in tre-cinque giorni a spedizioni gratuite in due giorni, fino alla consegna gratuita il giorno successivo, richiesta di consegna il giorno stesso e l’attualissimo “clic e ritira”.

Ogni secondo vengono spediti più di 2.000 pacchi. Una crescita, cui si affianca quella, non meno esponenziale, di partner di spedizione alternativi ai corrieri tradizionali, inclusi servizi di trasporto gig-economy. Con cambiamenti incessanti nella velocità e complessità della distribuzione e dei trasporti, insieme ad altre forze di mercato come l’esplosione dei volumi di commercio, aumento delle aspettative dei clienti e rottura dei paradigmi sulla concorrenza nel mercato omnicanale, la pressione sulle supply chain è insostenibile.

Più rapidi e più forti nonostante la pandemia

L’intelligenza applicata sta migliorando sistemi, personale e le aziende. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel magazzino consente di riorganizzare i programmi dei dipendenti (per rispettare il distanziamento sociale) e di integrare e ridistribuire le risorse (uomo e macchina), consentendo al tempo stesso di dare priorità agli ordini senza interruzioni e di lanciare nuove opzioni di delivery. Combinando i dati della cronologia degli ordini con Intelligenza Artificiale e Machine Learning per comprendere meglio le caratteristiche i trend degli ordini (compresi quelli diretti all’ecommerce), è possibile snellire i processi di picking, packing e shipping.

Anche nelle esperienze condotte in una situazione lontana dalla normalità, con un’emergenza sanitaria che da molti mesi condiziona ogni aspetto della nostra vita, tutto indica come le “macchine in grado di apprendere” rappresentino una grande opportunità per la supply chain. E i retailer che, già all’annunciarsi dell’emergenza scatenata da Covid-19 hanno provveduto a implementare l’AI nei magazzini, già stanno riscontrando concreti miglioramenti in termini di efficienza e precisione.

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