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Le sfide della PA per giungere a una piena digitalizzazione

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Dallo smart working all’app IO, passando per le identità e i pagamenti digitali e le gare cloud di Consip. Sono numerose e impegnative le sfide che attendono la Pubblica Amministrazione nel 2021. Qual è percorso della PA verso la completa digitalizzazione dell’apparato pubblico?

Facciamo il punto delle numerose sfide che attendono la Pubblica Amministrazione nell’ambito del completamento della transizione digitale.

Smart working

Così come richiesto dal POLA, nel 2021 sarà assolutamente necessario fare il salto organizzativo oltre che tecnologico per quel che riguarda lo smart working o, per essere più precisi, il lavoro ibrido o flessibile. Bisognerà cambiare radicalmente la mentalità di lavoratori e dirigenti, tramutando le modalità di lavoro in fluide e flessibili, tanto in senso spaziale che temporale.

Identità digitale

Entro il 2026 tutte le carte di identità cartacee dovranno essere sostitute con quelle elettroniche, il cui numero è in costante crescita. Per questo motivo, è oggi possibile richiedere la sostituzione del vecchio documento cartaceo con una CIE (carta d’identità elettronica) anche prima della scadenza naturale. Stando così le cose, i servizi accessibili tramite CIE (oggi un paio di centinaia), aumenteranno probabilmente già entro la fine del 2021, superando il migliaio. Sempre nel 2021, la CIE potrà essere adottata da aggregatori di servizi e utilizzata per firmare con la FEA (Firma elettronica avanzata) inclusa nella carta, verificando poi la firma su pc tramite un software specifico. La verifica tramite smartphone è invece già possibile.

La crescita della CIE, che nel 2020 ha raggiunto i 18 milioni (+28,5% rispetto all’anno precedente), è stata superata da quella dello SPID che ha registrato un +200% passando da 6 a 18 milioni, successo favorito dall’app IO, dal bonus vacanze e dal cashback. Nel 2021 si attende una crescita che arrivi a 30 milioni di identità, essendo questo uno degli obiettivi richiesti ai Comuni dal Fondo Innovazione per ottenere i contributi previsti.

Le app

Auspicabile sarebbe anche la crescita dell’utilizzo delle app IO e PagoPa. La prima, architettonicamente ideale per integrare i sistemi del privato e della PA, offrendo ai cittadini uno strumento agile e di immediata comprensione. La seconda (integrata ad IO), altrettanto utile per agevolare i rapporti dei cittadini con l’amministrazione pubblica; a essa spetta la sfida di raggiungere una vera capillarità di utilizzo, slegata dall’adesione dei grandi enti.

Indici digitali

Di ANPR  (Anagrafe nazionale della popolazione residente) non parleremo perché l’Anagrafe unica è una sfida già vinta che, nel 2020, ha contato l’adesione di più di 7.000 comuni e oltre 55 milioni di cittadini. Richiede ancora del lavoro da fare, invece, l’INAD, l’indice dei domicili digitali delle persone fisiche – da affiancare ai già esistenti IPA (Indice pubbliche amministrazioni) e INI-PEC (Indice delle pec dei privati professionali) – è fondamentale per riuscire a comunicare in maniera digitale con i cittadini. L’importanza dell’INAD è legata anche alla necessità di attivare un servizio di notifiche digitali, supportato da una piattaforma legalmente riconosciuta.

Sanità digitale

Al mondo della salute appartengono il FSE, Fascicolo Sanitario Elettronico e il CUP, Centro Unico Prenotazioni. Servizi di cui si parla da anni, e di cui l’esigenza si è fortemente sentita in questi mesi di emergenza sanitaria, ma che operano a livello ancora diseguale nelle diverse regioni.

Interoperabilità

Tutti i servizi sopracitati a poco serviranno se la Pubblica Amministrazione non promuoverà uno scambio di dati tra i diversi uffici che la compongono. Chiave di questa interoperabilità potrebbe essere il codice fiscale, chiave attraverso cui ricostruire il percorso scolastico, sanitario, lavorativo e finanziario di ogni singolo cittadino. Ovvero, per fare una domanda non ci sarebbe più bisogno di certificare la propria identità, il proprio Isee ecc. perché sarebbe il sistema digitale e interconnesso della PA a farlo. A tale sfida sta lavorando un gruppo di lavoro della PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati), formata e potenziata nel 2020 proprio per guidare la PA, già digitalizzata e informatizzata, verso l’era dell’interoperabilità.

Le infrastrutture

Altro requisito imprescindibile per trasformare la PA in un sistema digitalmente efficiente sono le infrastrutture adeguate. Ossia, l’arcinota e tanto agognata banda larga. Sogno di molti cittadini che potrebbe trasformarsi presto in realtà: nel 2020 i fondi sono stati aumentati, è stato fatto un piano dedicato alle scuole e diversi enti sono stati cablati.

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