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Una nuova generazione di rete, arriva il 6G (in un futuro non molto lontano)

rete 6g

Si inizia già a parlare di ‘Tera Economy’, perché il futuro è più vicino di quanto si pensi. Potrebbe non mancare molto, infatti, all’arrivo del 6G, la connessione di sesta generazione, sperimentata anche nell’italiana Università di Pisa, che agevolerà numerosi settori economici

Non c’è stato ancora modo di sperimentare capillarmente il 5G che già si parla di 6G, la sesta generazione di rete che potrebbe essere attivata già entro il 2030. Il futuro è vicino, temporalmente e geograficamente. Agli studi europei del programma Ue Hexa-X partecipano infatti anche il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa.

Fulcro del 6G sarà l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, capace di gestire in autonomia l’immensa mole di dati che si attende nei prossimi cinque anni.

Cosa cambierà con il 6G

Il 6G, prevedono gli analisti di Counterpoint Research, potrebbe dar vita alla cosiddetta ‘Tera Economy’, nuova era che vedrà il gigabit sostituto dal terabit, il cui valore è pari a mille Giga. Il flusso di dati scambiati richiederà, per mole e peso, parametri più elevati e le metriche attuali non saranno più sufficienti. Il che, spiegano gli analisti, “estenderà la realtà oltre lo spazio e trasformerà il modo in cui comunichiamo tra noi”.

Per non farsi cogliere impreparati, alcuni operatori sono già pronti a lanciare il 6G nel 2028, due anni prima rispetto alla partenza stimata dall’Ue.

Il 6G in Europa

L’Europa non perde tempo e, il 1° gennaio 2021, l’Unione ha avviato il programma Hexa-X, finanziato con 12 milioni di euro e con 25 partner coinvolti, tra cui Ericsson, Nokia, Intel e le università di Pisa, Dortmund, Madrid e il Politecnico di Torino. Il programma di studi fa parte di Horizon 2020, cui l’Ue ha destinato 80 miliardi di euro di investimenti in sette anni, con l’obiettivo di ridurre le distanze con i competitor asiatici e attuare test simili a quelli già svolti in Cina sul post-5G.

Le applicazioni a cui si punta sono diverse: dalla guida autonoma all’Internet of Things, dall’Industria 4.0 alla salute, fino al benessere e all’intrattenimento. Tutti scenari già abilitati dal 5G (sulle quali infrastrutture si poggerà la sesta generazione del network per la sostituzione o l’aggiornamento delle antenne) e che, una volta entrati a pieno regime nel quotidiano, richiederanno una rete più ampia ed efficiente.

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