Home » News » Fabbriche del futuro, si può già parlare di Industria 5.0?
Industry 4.0 News

Fabbriche del futuro, si può già parlare di Industria 5.0?

fabbriche del futuro

Il report sull’Industria 5.0 stilato recentemente dall’UE parla di una fabbrica più sostenibile, resiliente e incentrata sull’uomo. Mentre ancora parliamo di 4.0, siamo in realtà già alle soglie di una quinta rivoluzione industriale? Sembra di sì e si tratta di una rivoluzione più “umana”, che traccia le basi di un futuro consapevole

Nel documento pubblicato dall’UE nell’ambito degli studi di Ricerca & Innovazione, il settore industriale viene visto come uno dei principali motori di un nuovo sviluppo e di un concetto di futuro basato sul pieno rispetto per il pianeta e per il lavoro. Non solo si riconosce il contributo in termini economici e produttivi, ma anche la capacità di raggiungere obiettivi sociali che pongono il benessere del lavoratore al centro del processo produttivo. Prova ne sia che nel testo si parla esplicitamente di Industria 5.0.

La quinta rivoluzione industriale è già qui

Poco più di due secoli sono passati da quando l’introduzione della macchina a vapore diede il via al progresso tecnologico e allo sviluppo industriale moderno. All’epoca della meccanizzazione seguì poi una seconda rivoluzione legata alla produzione di massa e alla diffusione di grandi innovazioni come l’elettricità o il motore a scoppio. La cosiddetta terza rivoluzione industriale segnò invece l’avvento dell’elettronica e della trasformazione dei processi industriali grazie ai computer e ai primi sistemi robotici.

E arriviamo alla quarta, quella di cui ancora ci ostiniamo a parlare ma che in realtà è talmente avanzata e proiettata nel futuro da aver praticamente superato se stessa. La connessione fra sistemi fisici e digitali, l’Internet of Things, i Big Data, le tecnologie abilitanti 4.0…

Siamo sicuri che tutto ciò sia ancora l’aspetto maggiormente caratterizzante la fabbrica? Oppure, come per l’appunto sostiene il report dell’Unione Europea, l’innovazione tecnologica e il progresso scientifico hanno già introdotto una quinta rivoluzione industriale dal volto umano?

Parola chiave dell’Industria 5.0: sostenibilità

Sostenibilità, in particolare, sarà la parola chiave della Fabbrica 5.0. Un tema centrale per la politica di ripresa dell’Unione Europea. Se guardiamo l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, infatti, troveremo ben 17 obiettivi di sviluppo sostenibile declinati in 169 target e 240 indicatori. L’idea, che può apparire paradossale o addirittura controproducente, è quella di fare un passo indietro per poterne fare decine in avanti.

È l’idea che tornare all’uomo in questo particolare momento storico sia l’unica scelta fattibile per poter guardare a un futuro prospero per il pianeta e per chi lo abita. Perché la sostenibilità non è una questione esclusivamente ambientale ed è importante puntare su una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. Uno sviluppo inclusivo, che deve migliorare le condizioni di vita e garantire la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti.

Una grande responsabilità per il futuro

È è la stessa Unione Europea ad assegnare all’industria un ruolo fondamentale nella ricostruzione di nuovi modelli di consumo e di produzione in chiave sostenibile, definendola come un potenziale “fornitore resiliente di prosperità”. Sicuramente essere investiti di una tale responsabilità non è cosa da poco. Come può, quindi, il tessuto industriale, esserne all’altezza?

Il primo passo da fare è sicuramente verso la consapevolezza. L’industria deve convincersi che ha il potere di diventare l’acceleratore e il catalizzatore del cambiamento e dell’innovazione. E lo può fare muovendosi su un terreno che conosce bene, secondo la sua natura, ossia come fornitrice di soluzioni. Soluzioni che contribuiscano sì all’avanzamento tecnologico, ma che d’ora in avanti tengano sempre e comunque al centro l’uomo.

L’industria può e deve aumentare la resilienza per contribuire come non ha ancora mai fatto alla sostenibilità. Il Green Deal ha già posto obiettivi ambientali rigorosi. Obiettivi che possono essere raggiunti solo adottando nuove tecnologie e attraverso un ripensamento dei processi produttivi in relazione agli impatti ambientali. Un nuovo modello economico che vede nel concetto di ‘rigenerazione’ la spinta ad andare oltre al riciclo e al riuso per dare nuova vita a tutto ciò che viene scartato. Fattori decisivi, non più solo economici o tecnologici, che vedranno l’industria attenta alla dimensione ambientale e sociale e riporteranno l’attenzione sull’uomo, sui suoi bisogni, il suo benessere, la sua unicità. Non male come idea di rivoluzione…

Commenta

Clicca qui per inserire un commento


Iscriviti

per ricevere aggiornamenti sui trend e le opportunità IOT per il tuo business

Podcast & Smartspeaker

IOTtoday su Spotify IOTtoday su Google Podcast IOTtoday su Apple Podcast IOTtoday su Amazon Alexa IOTtoday su Google Home