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La nuova figura dell’operaio nell’Industria 4.0

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L’operaio 4.0 è chiamato a muoversi in un ambiente che potremmo definire ‘phygital’, in cui le dimensioni fisica e digitale sono interconnesse. Ma chi è l’operaio 4.0? Quali mansioni e competenze possiede? E, soprattutto, come può riuscire a preservare le peculiarità del suo lavoro nell’Industria 4.0?

Parliamo di lavoro e di lavoratori e di come stia cambiando la figura dell’operaio in un contesto di Fabbrica 4.0. E lo facciamo partendo da una considerazione “storica”. Ossia che tra le più rivoluzionarie tecnologie moderne che abilitano la connessione tra sistemi fisici e digitali c’è sicuramente Internet. Una “realtà virtuale” che, a partire dal lancio del World Wide Web nel 1995, è stata integrata negli oggetti ed è diventata Internet of Things (IoT). Ossia una rete connessa di dispositivi fisici abilitati a Internet, composti da sensori capaci di interagire e scambiare dati in tempo reale con altri oggetti o utenti finali.

I dati (che in conseguenza dei loro ingenti volumi sono definiti Big Data) vengono trasformati in informazioni utili a prendere decisioni per ottimizzare tutto il ciclo di vita del prodotto/servizio. Dalla prototipazione al post-vendita. Da qui la definizione della Fabbrica 4.0 come un ambiente phygital, in cui le dimensioni fisica e digitale si intersecano e l’operaio 4.0 è chiamato ad avere compiti e abilità differenti. Un’interconnessione che vede l’operaio 4.0 indossare” la tecnologia (Smart Wearable) e, per motivi di sicurezza o di manutenzione, modificare le proprie percezioni sensoriali (Realtà Aumentata).

Quali caratteristiche deve avere

Una delle peculiarità della Fabbrica 4.0 è la risposta alle esigenze di personalizzazione dell’utilizzatore finale. È indispensabile, cioè, adattare in tempo reale il proprio ciclo produttivo.

Va da sé che l’operaio 4.0 deve avere una buona conoscenza dei sistemi IT, ottime capacità di utilizzo e setting di specifici macchinari e strumenti di produzione (robot, stampanti 3D, veicoli a guida autonoma, sistemi di automazione di linea) e un’ottima capacità di analisi in tempo reale delle informazioni provenienti dall’IoT. In special modo, deve sapersi muovere nella dimensione ibrida, cyber-fisica, della fabbrica in cui si trova ad operare. Pertanto, oltre ad avere ottime capacità di analisi di contesto, l’operaio 4.0 deve essere aperto e ben disposto ad apprendere continuamente, condividendo altresì conoscenze, esperienze e competenze.

Quali sono i suoi strumenti di lavoro

Ma quali sono dunque gli strumenti di lavoro dell’operaio 4.0? Ci torna utile in tal senso portare l’esempio dei dispositivi di monitoraggio della velocità di sicurezza. Si tratta di devices che portano i macchinari a una velocità tale da eseguire la manutenzione senza doverli completamente fermare. Un altro esempio riguarda l’utilizzo degli Hololens, gli smart glasses a realtà mista ideati da Microsoft per la manutenzione a distanza. Grazie a questi dispositivi wearable, l’operatore può effettuare la riparazione mentre legge le informazioni sulle lenti oppure è in videochiamata. E tutto in tempo reale.

Ancora, possiamo parlare dei dispositivi di protezione individuale attivi in dotazione in ambienti come magazzini o cantieri. Grazie a questi dispositivi che scambiano dati di presenza e posizione con un rilevatore installato sul carrello in movimento, è possibile ridurre il rischio di incidenti tra carrelli elevatori e pedoni. Ma non pensiamo che il lavoro dell’operaio 4.0 sia solo “virtuale”. Rimangono alcune mansioni molto fisiche, per le quali sono disponibili degli esoscheletri, ossia robot indossabili che alleggeriscono l’affaticamento degli arti.

Un ‘digital blue collar’

Letteralmente i digital blue collar sono gli “operai digitali”. Richiamando alla memoria la tuta dal “colletto blu” tipica della fabbrica del ‘900, il termine è diventato sinonimo di lavoro manuale, ripetitivo, standardizzato. I digital blue collar sono dunque i “colletti blu digitali”, che rispondono ad annunci di piattaforme per lavori da remoto (Mechanical Turk o Upwork) oppure si iscrivono a piattaforme per lavori sul territorio (Airbnb, Uber, Globo, Deliveroo).

Per sopravvivere sul mercato questa particolare figura professionale deve focalizzarsi sulla soddisfazione del cliente: immedesimarsi nelle sue esigenze, essere precisa e puntuale, avere ottime capacità relazionali e di comunicazione, saper usare la piattaforma per misurare la qualità del servizio.

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