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Manutenzione predittiva, volano per l’Innovazione 4.0

Le tecnologie in possesso delle imprese e l’ammodernamento dei macchinari, oggigiorno, forniscono alle aziende un’ampia gamma di variabili e di caratteristiche osservabili in grado di generare importanti benefici. Una ricerca ci mostra la veloce ascesa della manutenzione predittiva anche tra le aziende italiane.

In collaborazione con l’Istituto di Ricerca OnePoll, il distributore europeo online di elettronica e tecnologie It Reichelt Elektronik ha condotto un’indagine online, intervistando 1.550 rispondenti europei (di cui 250 italiani). Ne è emerso come le industrie italiane concordino nell’assegnare alla manutenzione predittiva un ruolo di primaria importanza nello scenario italiano dell’Industria 4.0.

Il punto sulla manutenzione predittiva

Nel mondo dell’Industria 4.0, tra impianti e macchine sempre più intelligenti, la manutenzione predittiva avanza rapidamente ed è facile prevedere che le basterà un decennio per diffondersi su larga scala. Effettuata secondo parametri misurati ed elaborati sulla base di modelli matematici, consente di quantificare il tempo residuo prima del guasto, riducendo i fermi macchina e tutte le possibili perdite, e incrementando al contempo qualità ed efficienza nella produzione.

Come si legge nell’indagine, “la manutenzione predittiva rappresenta una tendenza già diffusa sul mercato italiano e si prevede che continuerà a registrare un incremento positivo anche in futuro”, a dimostrazione del fatto che i miglioramenti garantiti da questa tecnologia sono sufficienti a motivare le aziende a investire, confermando il trend emerso già in passato.

Dai dati è infatti emerso che la tecnologia della manutenzione predittiva è già in utilizzo presso la grande maggioranza dei rispondenti italiani: rappresentano infatti il 92%, tra i responsabili delle decisioni, coloro che hanno confermato di usare la tecnologia e non soltanto su singoli macchinari. Oltre metà (51%) degli intervistati ha riferito di possedere funzionalità di manutenzione predittiva sulla maggior parte delle macchine in dotazione (30-59%).

Tra le aziende coinvolte nell’indagine, contro un 32% che, per ora, non ha alcun piano circa l’implementazione di tale tecnologia, il 47% intende introdurla in futuro, seppur non nel corso del 2021. Il 47% di coloro che già la utilizzano ha dichiarato di voler incrementare il numero di macchine dotate di manutenzione predittiva, mentre il 44% dichiara di voler espandere questa tecnologia nella produzione.

“La manutenzione predittiva consente di eseguire regolari controlli, contribuendo, da un lato, a una produzione regolare e, dall’altro, a un risparmio in termini di costo (per quanto riguarda la necessità di effettuare eventuali ricambi, ad esempio)” ha detto Tobias Thelemann, Product Manager di Reichelt Elektronik, “grazie agli algoritmi, le misurazioni servono a valutare lo stato delle macchine, la loro usura ed eventuali guasti. Basandosi sui dati, le aziende possono programmare con precisione gli interventi di manutenzione degli impianti e di sfruttare al massimo tutte le componenti”.

Perché apprezzare la manutenzione predittiva (ed investirci)

L’entusiasmo di Thelemann è avallato dall’elenco dei principali vantaggi (con le relative stime) comunicati dalle aziende nelle quali la manutenzione predittiva si è rivelata decisiva per elevare la qualità della produzione (47%) ed evitare i fermi macchina (44%), favorendo al contempo:

  • un minor dispendio di tempi-costi grazie a una produzione più efficiente (42%);
  • il miglioramento della qualità della produzione (37%);
  • un sensibile calo delle sostituzioni dei componenti (34%);
  • una visione d’insieme e pianificazione del lavoro di manutenzione (31%).

I benefici superano le criticità

Secondo le aziende coinvolte nell’indagine, le criticità si sono manifestate con la necessità di individuare la soluzione o il prodotto più idonei (38%), ma non è stato immediato neppure vincere lo scetticismo dei responsabili dei decisori e l’approvazione dell’investimento (30%). Alcune problematiche sussistono in relazione all’analisi dei dati (28%) e, infine, si sente abbastanza nitidamente la mancanza di requisiti tecnici (25%).

In ogni azienda, l’introduzione di una nuova tecnologia è inevitabilmente associata a numerose sfide: ma tanto le decisioni basate sui dati quanto l’efficienza della produzione si sono confermate come veri e propri pilastri portanti dell’Industria 4.0. Sapere, e saper prevedere con rigore matematico, come funzionano le macchine in modo ottimale assicura il beneficio di adattare al meglio tutti i processi che ne derivano.

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