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Cyber security, le sfide che deve affrontare l’Operational Technology

cyber security e ot

Le Smart Factory rappresentano un obiettivo ad alto valore per il cyber crimine ma, nonostante molte di esse siano già state vittime di attacchi informatici, l’Operational Technology non ha ancora raggiunto, in ambito cyber security, standard adeguati. Ecco le sfide da affrontare

Ad oggi, il 61% delle Smart Factory ha già subito un qualche tipo di cyber security incident e tre quarti di esse ha visto finire offline la propria produzione. Lo conferma un recente studio condotto da Trend Micro su un campione di 250 dipartimenti IT e 250 dipartimenti OT. E pare siano propri quest’ultimi, ossia i dipartimenti dell’Operational Technology, ad avere maggiori difficoltà in ambito cyber security. Per lo più a causa di un’ancora scarsa “visibilità” degli asset e delle minacce alla sicurezza, oltre che per una mancata pianificazione in ottica strategica e di obiettivi. Il problema, dunque, è dovuto più alla tecnologia che alle risorse umane e alle procedure.

Le sfide dell’OT in ambito cyber security

Insieme a sanità, Information Technology ed edilizia, la manifattura è tra i settori industriali più colpiti dai cyber aggressori e più frequentemente vittima di ransomware, così come sottolineato da un report di Palo Alto Networks. Ogni azienda manifatturiera, in media, ha vissuto almeno un incidente di cyber security cui, nel 75% dei casi, si è affiancata anche un’interruzione della produzione, superiore ai 4 giorni nel 43% dei casi, corrispondenti a circa il 20% del campione.

E se i rischi colpiscono allo stesso modo l’intero settore, vi sono Paesi in cui la cyber security ha raggiunto livelli di efficienza più elevati. Sono le aziende statunitensi, infatti, a ravvisare minori problemi nella messa in sicurezza di risorse umane, processi e tecnologia. Mentre in Europa e Giappone ci si limita ancora troppo spesso alla creazione di un perimetro di sicurezza esterno, senza analizzare i flussi in entrata e in uscita dalla rete aziendale.

L’unione fa la forza

I cyber attacchi mirano indistintamente tanto ai sistemi IT quanto a quelli OT, ma i primi hanno strumenti più adeguati e maggiori capacità per contrastarli. Ciò accade perché i sistemi dell’Operational Technology, sottodimensionati in termini di potenza di calcolo, memoria e larghezza di banda di rete, raramente collaborano con quelli dell’Information Technology.

Se infatti l’89% delle aziende è già in possesso di sistemi operativi integrati per la cyber security e l’88% ha creato una procedura di risposta in caso di incidenti, tale approccio segue due canali distinti dal lato OT e IT. E solo il 12% del campione rappresentato dal report Trend Micro dichiara una collaborazione tra i due dipartimenti. Eppure, è proprio tale collaborazione a rappresentare la più potente arma contro gli hacker, l’unica in grado di rendere le aziende italiane competitive su scala globale e al sicuro dai pericoli di cyber security.

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