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Il mondo del Retail dopo il Covid-19

mondo retail dopo il Covid-19

Il concetto di “shopping” – sia esso online o fisico – fa ormai parte della nostra vita quotidiana. Con la chiusura dei negozi fisici causata dal lockdown, molti retailer hanno dovuto premere l’acceleratore sull’e-commerce. Per adattarsi in fretta alla trasformazione digitale molti hanno abbracciato la strategia omnicanale

Lockdown, restrizioni di viaggio, distanziamento sociale – sono termini diventati realtà per ben 750 milioni di cittadini europei – da quando la pandemia da COVID-19 ha colpito l’Europa lo scorso anno.

Il mondo Retail, rappresenta uno dei più grandi settori e fornitori di lavoro in Europa, ed è stato colpito in modo particolarmente duro ma, allo stesso tempo, ha subito una grande e rapida trasformazione. Mentre i supermercati e i punti vendita di prima necessità sono rimasti aperti e sono stati classificati come essenziali per l’economia, i cosiddetti “retailer non essenziali” sono stati costretti a chiudere i battenti per molti mesi, spingendo molti in amministrazione e chiusura permanente.

La shopping experience

Allo stesso tempo, la “shopping experience” è stata ridefinita, e l’impatto a lungo termine delle restrizioni sui comportamenti e le abitudini di acquisto devono ancora diventare visibili nei mesi e negli anni a venire.

Ciò che è certo però è che la pandemia ha accelerato molti dei cambiamenti strutturali e tecnologici che erano già in corso nel mondo Retail.

L’ultimo studio di Sensormatic mostra come il 74% dei consumatori italiani vuole comprare nei punti vendita fisici in questo periodo post-Covid; mentre quasi due terzi ha sentito la mancanza dello shopping in presenza.

Inoltre, sulla base dell’indice di affluenza, calcolato annualmente su 40 miliardi di visitatori, i dati di Sensormatic hanno rilevato che in Italia il flusso nei punti vendita ha riscontrato un netto ritorno verso la normalità. In particolare, si è calcolato che a maggio, durante la prima settimana di apertura dopo la fine del terzo lockdown, la presenza totale nei negozi di vendita al dettaglio è aumentata quasi del +18.7%.

La sicurezza sanitaria  

C’è però da sottolineare, che la chiara tendenza da parte dei consumatori nel tornare a effettuare acquisti di persona è affiancata da una certa preoccupazione: oltre la metà degli intervistati (53%) si dimostra particolarmente cauta in merito alla sicurezza sanitaria nei punti vendita.

Il distanziamento sociale rimane la principale preoccupazione: oltre tre quarti degli intervistati (il 76%) teme che gli altri acquirenti non rispettino la distanza imposta, il 67% ha paura di contrarre il virus mentre fa shopping in store e un ulteriore 67% ritiene di poter trasmettere inconsapevolmente il COVID-19 ad altri mentre compie acquisti.

Meglio gli acquisti in presenza, ma con regole chiare

Il 51% dei consumatori afferma poi, che si sentirebbe più sicuro se continuassero a esserci dei limiti relativamente al numero di persone ammesse in negozio, mentre un ulteriore 42% dichiara che si sentirebbe maggiormente al sicuro durante lo shopping con una misura di distanziamento sociale.

Luca Cappellini, Country Leader di Sensormatic Solutions per l’Italia, ha commentato: “Abbiamo già iniziato a veder germogliare la ripresa della vendita al dettaglio, alimentata dalla crescente fiducia dei consumatori, la diffusione del vaccino e la promessa di una maggiore libertà a mano a mano che la società e l’economia iniziano ad aprirsi. C’è evidentemente un’enorme richiesta di poter fare gli acquisti in presenza dopo mesi passati dietro a uno schermo, il che ha risvegliato l’amore di molti per il centro della propria città, dopo la lunga chiusura dello scorso anno, e per i centri commerciali, molti dei quali sono spesso rimasti chiusi nei fine settimana”.

I retailer potranno usufruire non solo del supporto costante dei consumatori ma anche dalla ripresa dei viaggi internazionali e dal gradito ritorno dei turisti, che contribuiscono in modo significativo all’economia nel settore della vendita al dettaglio, ha inoltre dichiarato Cappellini. “I negozianti dovranno rivedere l’esperienza offerta nei punti vendita in modo che sia sicura e coinvolgente per incoraggiare la fiducia dei consumatori”.

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