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La progettualità IoT in un mondo data-driven

progettualità data driven

Datificazione. Una sorta di neologismo dall’inglese “datification” con il quale dovremo prendere sempre più confidenza. Il contesto storico data-driven in cui stiamo vivendo, infatti, si focalizza non solo sulla digitalizzazione ma anche sui processi di raccolta e trasformazione dei dati. Vediamo dunque come questo concetto influenza e indirizza la progettualità nell’ambito dell’IoT.

È di recente pubblicazione da parte di Forbes un’interessante analisi sulle prospettive di sviluppo dell’IoT nel corso dei prossimi mesi. L’assunto di partenza per questo studio (complice la situazione pandemica tutt’altro che risolta) è la crescente necessità di “datification”. Ossia le fondamenta sulle quali poggia l’Internet of Things: raccogliere dati e trasformarli in informazioni. Secondo un approccio data-driven finalizzato, in ultima battuta, a far fruttare economicamente i dati stessi.

Lo studio di Forbes ha identificato cinque ambiti che rappresentano altrettante linee di sviluppo del settore a breve termine. Analizziamole nel dettaglio.

Datification nella sanità

Settore già di per sé delicatissimo, pieno di fragilità e criticità strutturali, l’ambito sanitario è uno di quelli in cui l’Internet of Things sta trovando maggiore applicazione.

Dagli strumenti per il monitoraggio del distanziamento sociale ai ‘wearable device’ per il controllo della qualità di vita, dalle applicazioni di telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio dei pazienti più fragili o cronici ai dispositivi medici dedicati alla verifica della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Ma anche pompe per insulina, defibrillatori e sedie a rotelle.

Un eterogeneo ventaglio di strumenti, soluzioni e dispositivi connessi che hanno un unico obiettivo: raccogliere dati che aiutino il personale sanitario a prevenire, diagnosticare e curare meglio i pazienti.

Datification nella sfera della sicurezza

Un ambito ambivalente, quello della sicurezza. Che si inserisce però perfettamente nel contesto di datificazione e progettualità IoT di cui stiamo parlando.

Se da un lato, infatti, un maggior numero di dispositivi connessi aumenta la possibilità di attacchi e violazioni a reti e dispositivi personali, dall’altro sono i medesimi dispositivi che rivestono il ruolo di guardiani. Essi infatti raccolgono dati sul traffico, sull’utilizzo della rete e sui comportamenti degli utenti, mettendo a disposizione informazioni essenziali per prevedere e combattere le minacce informatiche.

Datification ed Edge Computing

Non è una novità che, nel contemporaneo contesto data-driven, quello fra IoT ed Edge Computing sia un matrimonio ben riuscito.

Secondo Forbes, nel corso del 2022 i dispositivi con capacità di analisi integrate, soprattutto quelli utilizzati in ambienti Cloud ibridi, avranno un peso sempre maggiore nell’ambito delle soluzioni IoT. Si pensi in particolare a quegli scenari d’uso in cui siamo chiamati a comunicare dati in modo immediato: fondamentale per tutti noi è la consapevolezza che le informazioni fornite restino in nostro possesso.

Datification e Industrial IoT

Sarebbe quasi inutile ribadire quanto l’IoT abbia un peso decisivo per il tessuto imprenditoriale in merito a come le aziende producono beni e servizi, al modo di rapportarsi a clienti e fornitori, alle attività di assistenza.

Quello che rappresenterà una vera svolta nei mesi a venire sarà il concetto di ‘IoT as-a-service’, grazie al quale anche le realtà più piccole potranno beneficiare delle opportunità offerte dalle smart factory e dalla crescente automazione. Se questo porterà a una migliorata efficienza, sarà perché a monte è stato possibile comprendere meglio i dati di operazioni e processi.

Datification per imprese più resilienti

Parola ormai abusata, resilienza. Ma anche la più adatta a sintetizzare le priorità che negli ultimi due anni stanno muovendo le nostre vite. Ed è questo il contesto in cui l’Internet of Things rappresenta la quinta leva secondo l’analisi di Forbes.

Una spinta che aiuta le imprese a sfruttare l’ondata di difficoltà per dar vita a realtà più solide e resistenti. L’IoT supporta la creazione di Supply Chain resilienti monitorando ad esempio lo spostamento di merci, prodotti e materie prime all’interno del triangolo azienda-fornitori-clienti. Anticipando le criticità che potrebbero causare ritardi e suggerendo piani di intervento.

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