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Il Retail fa il conto delle differenze inventariali

differenze inventariali

Secondo il report “La Sicurezza nel Retail in Italia 2021”, condotto da Crime&tech, con il supporto di Checkpoint Systems e il Laboratorio per la sicurezza, il costo delle differenze inventariali in Italia è di 4,97 miliardi di euro.

Tuttavia, in questa cifra potrebbero essere incluse differenze notevoli e variabili da settore a settore, dovute alle diverse modalità con cui le aziende quantificano le loro perdite.

Si tratta comunque di una perdita enorme per il Retail, che deve investire ancor più in tecnologia e innovazione per far fronte a questi costi aggiuntivi, con un occhio alla sicurezza.

Nel 2020 solo lo 0.6% del fatturato è stato infatti reinvestito in misure di sicurezza.

Le principali cause delle differenze inventariali

Non è così semplice stilare una graduatoria delle cause delle differenze inventariali, poiché oltre il 50% di queste, secondo gli intervistati nel report, ha causa sconosciuta.

Si possono tuttavia riassumere le cause in tre macro categorie.

I furti

Le aziende tendono a indicare come causa principale i furti, siano questi intesi come episodi di taccheggio o come truffe. Le rapine invece, più impattanti in termini emotivi, sono una causa veramente marginale delle differenze inventariali. Nel settore abbigliamento, i capispalla sono i più soggetti ad episodi di taccheggio, mentre nel food sono gli alcolici e negli elettronici gli smartphone.

Il Retail può rispondere con un aumento degli investimenti in sicurezza.

Attualmente, i metodi di sicurezza più utilizzati restano le etichette antitaccheggio applicate in store. Il food preferisce invece gli scaffali chiusi a chiave.

Per la prevenzione, si investe oggi soprattutto in barriere agli ingressi, personale di sicurezza, videosorveglianza e formazione specifica del personale.

L’incremento dei metodi di checkout alternativi, che sostituiscono le tradizionali casse, potrebbero essere causa di una buona parte delle differenze inventariali. Che siano frodi o errori, non è dato saperlo. Solo attraverso controlli aggiuntivi sarebbe possibile ottenere maggiori informazioni in merito e contrastare il fenomeno.

Anche le frodi online si inseriscono nella più ampia categoria di furto. Secondo il 50% degli intervistati dal report, questa modalità di furto è in aumento. Parliamo di acquisti effettuati a seguito di furti di identità, pagamenti realizzati con carte di credito clonate o rubate.

Errori di contabilità e amministrativi

L’errore di contabilità è al secondo posto tra le cause delle differenze inventariali.

Errori nei carichi e negli scarichi, nei conteggi, nella gestione dei documenti dei fornitori si trasformano in differenze inventariali. Spesso questi errori vengono alla luce solo a fine anno, nel periodo natalizio, quando il Retail segnala di rilevare il maggior numero di differenze inventariali.

Scarti, rotture, scadenze

Soprattutto nel food, le differenze inventariali causate da scarti, rotture e scadenze hanno un impostante impatto sul totale.

In particolar modo negli ultimi due anni quando, tra chiusure forzate, riduzione delle occasioni conviviali e andamento altalenante dei consumi, riuscire ad evitare di mandare prodotti in scadenze è risultato particolarmente difficile.

Le prospettive per il futuro

Secondo il report “La Sicurezza nel Retail in Italia 2021” saranno le nuove tecnologie ad arginare nel Retail le perdite dovute alle differenze inventariali. Così come accade per le strategie per la crescita, anche per la gestione delle perdite saranno indispensabili nuove competenze per invertire la tendenza.

L’uso di una miglior tecnologia potrebbe avere impatti positivi su tutte le cause qui evidenziate, in particolar modo come prevenzione o correzione degli errori amministrativi.

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