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Il ruolo dei distributori nell’Industria 4.0: la parola a Techdata

L’evoluzione della fabbrica tradizionale in Smart Factory è un tema sempre più importante nel mondo dell’industria italiana che, pur con qualche cautela, inizia a intravedere nell’Internet of Things una possibilità interessante per lo sviluppo del business. Consentendo alle aziende di raccogliere e analizzare i dati dal mondo fisico, l’IoT promette infatti vantaggi reali in termini di efficienza, migliori esperienze dei clienti, maggiore sicurezza e persino nuovi modelli di business. 

Tech Data lo sa bene ed è per questo che, negli ultimi anni, ha moltiplicato gli sforzi impegnandosi attivamente a supporto dei partner nella realizzazione di progetti di Industria 4.0. Lo racconta Giovanni Besozzi, IoT & Analytics BU Manager di Tech Data Italia, presentando la sua guida all’Internet delle Cose per il mondo dell’Industria 4.0.

Formulare una corretta definizione di Industria 4.0 non è scontato: ci potrebbe aiutare?

Quando si parla di Industria 4.0 ci si riferisce a una modalità organizzativa della produzione di beni e servizi che fa leva sull’integrazione degli impianti con le tecnologie digitali.

Grazie  allo  sfruttamento delle nuove frontiere del digitale, l’Industria 4.0 mira a integrare  le  tecnologie che nell’industria 3.0 venivano adottate singolarmente.

L’obiettivo è creare sistemi ibridi (produttivi, commerciali, logistici) che siano in  grado di gestire, interpretare e valorizzare la grande mole di dati disponibile grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Questo può avvenire grazie alla sensorizazione delle macchine, al collegamento  della  parte  fisica  delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti con il loro duale digitale,  all’integrazione della parte fisica dell’azienda con i sistemi informativi usati. In questo modo,  i  dati  disponibili possono essere  trasformati in informazioni (dati interpretati), capaci di migliorare  la  gestione  dei  magazzini, la produzione, le movimentazioni interne, ma anche gli acquisiti a monte e le vendite a valle.

Quali sono i suoi consigli per costruire una vera Fabbrica connessa?

Innanzitutto, è importante operare un’analisi iniziale dell’azienda, sia da un punto di vista tecnologico sia di processo, evidenziando le aree critiche su cui intervenire e una roadmap chiara per le attività. Si tratta di una fase di studio e progettazione fondamentale per evitare di trasporre in digitale le problematiche già presenti. 

Per fare questo, può essere utile il contributo di risorse professionali, talvolta esterne alle aziende, le cui competenze specifiche riconosciute permettano di fotografare la situazione dell’attuale operatività, individuare delle aree di miglioramento e pianificare, insieme al management aziendale, le principali direttrici di intervento .

In una fabbrica moderna, infatti, le direttrici di intervento sono molte: produzione, logistica interna ed esterna, acquisti, manutenzione, vendita e post vendita. Per fare Industria 4.0 il set di tecnologie utile è ampio e diversificato: sugli impianti è possibile collocare sensori, controllori e attuatori che devono a loro volta essere collegati alla rete via Wi-fi, bluetooth, 5G, prestando attenzione alla cybersecurity, per la quale servono soluzioni dedicate. I dati raccolti dagli impianti industriali vanno poi analizzati, sino ad arrivare a una vera e propria simulazione digitale dei comportamenti di una moderna fabbrica. 

Ci sono invece errori da evitare?

Assolutamente sì! Nel passaggio da una fabbrica tradizionale a un approccio Smart è senza dubbio possibile andare incontro a rischi ed errori. I più tipici? 

  • Pensare di poter fare tutto da soli
  • Non formare il personale, a tutti i livelli
  • Credere che ci vogliano degli investimenti economici importanti
  • Partire con progetti confusi e impegnativi
  • Non fare una fotografia esatta di come l’azienda opera allo stato di partenza

Quali sono i segnali più evidenti del beneficio apportato dall’IoT?

L’Industrial Internet of Things permette, fin da subito, un monitoraggio più attento delle attività. Ecco perché direi che i primi segni di un approccio 4.0 sono riscontrabili nel:

  • Monitoraggio e alerting in real time degli impianti
  • Monitoraggio automatizzato della qualità
  • Monitoraggio degli asset più importanti

Senza però dimenticare le opportunità in termini di:

Le faccio un esempio concreto: lo scorso anno un nostro partner, un’azienda manifatturiera di produzione discreta dell’alto milanese, ha interconnesso totalmente 50 macchine. Grazie a un’attività di monitoraggio real time dell’impianto è stata capace di produrre 282.000 pezzi in più e conseguire 400.000 euro in più di fatturato.  

Riassumendo, quindi, quali sono i vantaggi di un approccio Smart alla fabbrica?

Un nuovo modo di intendere l’azienda produce effetti positivi tanto nelle attività di tutti i giorni, quanto nelle loro implicazioni a livello di business. 

Da un lato, infatti, è possibile assistere a un aumento della produttività e dell’efficienza, attraverso la flessibilità ottenibile dall’integrazione delle nuove tecnologie. In questo modo, imprenditori  e  manager hanno a disposizione informazioni di valore utili a prendere decisioni consapevoli, basate su dati oggettivi anziché supposizioni.

D’altra parte, un approccio intelligente permette di sfruttare le nuove tecnologie al fine di sviluppare nuovi modelli di business esplorando soluzioni in grado di aumentare i margini, come quelle legate alla mass customization. Le Smart Factories consentono infatti di soddisfare le esigenze del singolo cliente anche nelle produzioni di massa: nell’Industria 4.0 i processi consentono modifiche dell’ultimo minuto e forniscono la capacità di rispondere in modo flessibile alle interruzioni e ai guasti.

2 Commenti

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  • Complimenti Giovanni Besozzi per le considerazioni.
    Aggiungerei che il mondo produttivo è e sarà sempre più interconnesso in filiera, ed i dati sono la componente fondamentale. L’IoT è una chiave per una base dati che possa servire anche in quella direzione.

    • Ciao Paolo, grazie per il tuo intervento.
      Stiamo vivendo la sfida della competitività e della difesa del ruolo centrale della manifattura italiana in uno scenario globale.
      Dall’esito di tale sfida dipende la possibilità di crescita del reddito nazionale ma anche la stessa tenuta sociale.
      L’IoT è una tecnologia abilitante per sostenere la competitività delle aziende italiane ma lo sforzo più importante è quello di convincere imprenditori e manager che questa è la sola strada percorribile.
      Ciao
      #theiotguru


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