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Coronavirus, l’Internet delle Cose per affrontare la ripartenza

In prossimità dell’inizio della Fase 2 dell’emergenza pandemica, ci siamo chiesti quale sia il ruolo delle tecnologie dell’ICT , in particolare dell’IoT, per facilitare la ripartenza operativa delle nostre aziende anche in relazione alle  misure da adottare  per il contenimento  della diffusione del virus all’interno degli ambienti di lavoro.

Abbiamo chiesto a Besozzi Giovanni, IoT&Digital Solutions Practice Leader di Tech Data, che nella sua posizione privilegiata di punto di snodo tra i Vendor tecnologici ed il mercato, può fornirci alcune informazioni sicuramente interessanti.

Giovanni, nelle ultime settimane si è visto un incremento esponenziale nella proposta di soluzioni tecnologiche di vario tipo per facilitare e semplificare la ripartenze delle nostre aziende dopo il Lockdown. Puoi confermarci tale trend ?

“Sicuramente gli ultimi 2 mesi, per le ragioni che sono ben note a tutti, dopo lo choc iniziale, sono stati caratterizzati dalla presa di coscienza che, per alcune funzioni, per alcune aree aziendali è possibile lavorare in maniera diversa, guardiamo ad esempio a ciò che sta succedendo con lo Smart Working.

Adesso che siamo arrivati finalmente all’inizio della famosa Fase 2, anche in relazione ai vari protocolli di sicurezza siglati tra governo e parti sociali, stiamo assistendo all’esplosione delle richieste di soluzioni tecnologiche per consentire alle aziende di aderire alle richieste espresse in tali protocolli.

Tutto ruota attorno al controllo della temperatura corporea, al rispetto del distanziamento sociale e all’utilizzo degli appropriati DPI”.

Per quanto riguarda, l’Internet delle Cose quali sono le soluzioni più ricercate ed interessanti ?

“Per consentire alle autorità sanitarie di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena è stato chiesto alle aziende di  collaborare segnalando degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19.

Ecco quindi che sono nate in brevissimo tempo, un fenomeno che ha evidenziato una certa brillantezza  e velocità di esecuzione da parte dei nostri imprenditori,  tutta una serie di soluzioni IoT che consentono di monitorare e tracciare il mantenimento della distanza minima di sicurezza tra i lavoratori.

In questo caso specifico è previsto l’utilizzo di sensori indossabili di vario tipo, oppure dello smartphone per monitorare il distanziamento sociale.

Un’altra area di attenzione riguarda l’accesso agli spazi comuni, comprese ad esempio le mense aziendali, le aree fumatori, le aree break, gli spogliatoi, che devono essere limitati, facendo in modo di sostare per poco tempo in tali spazi, garantendo il mantenimento della distanza di sicurezza di circa 1,5 metri tra le persone che li occupano. In questo caso le soluzioni che vanno per la maggiore utilizzano telecamere 2D o 3D, beacon e sensori di vario tipo.

Poi segnalo delle soluzioni interessanti che riguardano ad esempio la digitalizzazione di alcune attività che prevedono il contatto con il pubblico, mi riferisco ad esempio alla reception, piuttosto che ad uffici che offrono servizi a contatto con il pubblico. In questo caso si interviene con la digitalizzazione dei processi che sottendono  questi servizi impiegando tecnologie quali Chat-bot oppure Voice-bot”.

Quale è il tipo user-experience che viene proposta all’utilizzatore di queste soluzioni ?

“Ho visto delle bellissime mobile-APP che consentono  di monitorare il distanziamento sociale tra i lavoratori, di prenotare la propria presenza in azienda piuttosto che le singole sale riunioni, di inviare messaggi informativi ai dipendenti sull’emergenza sanitaria in corso, di inibire la fruizione di particolari aree sottoposte ad una attività di disinfestazione ed altro ancora.

Tutte soluzioni progettate per erogare l’opportuna reportistica in funzione delle varie funzioni e ruoli aziendali interessati, sviluppate in Cloud ed integrabili con le applicazioni ICT già normalmente presenti in azienda”.

Le aziende stanno avendo un approccio tattico a queste soluzioni oppure c’è un tentativo di iniziare un processo sistemico di digitalizzazione di alcuni processi aziendali ?

“Bella domanda! Nella maggior parte dei casi vedo purtroppo un approccio tattico, specialmente nelle medie e piccole aziende.

Sarebbe opportuno invece  avere un visione di lungo periodo, cogliendo la contingenza del momento per iniziare un percorso virtuoso di digitalizzazione delle aziende teso a migliorarne la competitività in uno scenario di mercato globale che, come ben sappiamo,  è sempre più sfidante ed articolato.

L’ideale sarebbe introdurre le soluzioni tecnologiche di cui abbiamo parlato con la lucida consapevolezza di utilizzarle anche dopo la fase pandemica per iniziare il percorso di digitalizzazione delle aziende, esigenza oramai non più rinviabile”.

La soluzione più curiosa ?

“Non l’ho vista direttamente ma mi è stata segnalata da un nostro Partner.

È utilizzata in Cina. Si tratta di robot di pattugliamento che verificano che le persone indossino le mascherine e per misurare la temperatura corporea nei luoghi pubblici. Si basano su tecnologie IoT, Intelligenza Artificiale, fanno un utilizzo intenso di Big Data e sono erogate in Cloud. Questi robot sono anche in grado di effettuare dei rilevamenti ambientali, indicare le via di fuga più appropriate, inibire l’accesso a particolari zone, fornire informazioni localizzate ed altro ancora.

Per noi in Italia forse è un po’ troppo….o no?”.

Un webinar per ripartire dopo il Covid-19

Se volete saperne di più sugli trumenti finanziari e sulle soluzioni tecnologiche IoT che consentiranno alle aziende italiane di ri-partire più velocemente dopo il lockdown, seguite il nostro webinar!

L’appuntamento è per venerdì 8 maggio, dalle 11:00 alle 12:30, con l’iniziativa L’Internet delle Cose per affrontare la ri-partenza


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