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Agevolazioni, boom di domande per e-commerce e digitalizzazione delle imprese

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In attesa di conoscere i dettagli e i contenuti delle agevolazioni contenute nel PNRR italiano inviato a Bruxelles, le imprese italiane stanno provando lentamente a ritrovare i propri ritmi, con l’obiettivo di riprendere regolarmente le proprie attività.

Sul fronte delle agevolazioni alle imprese aleggia sempre la possibilità di favorire la ripresa istituendo un vero e proprio credito d’imposta dedicato alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Tuttavia, in attesa di capire se si concretizzerà questa ipotesi, negli ultimi mesi diversi enti stanno provando ad intervenire seriamente aiutando la ripresa stanziando risorse da utilizzare per investimenti legati alla digitalizzazione. In maniera particolare province, regioni e camere di commercio stanno promuovendo iniziative e finanziamenti votati a migliorare l’export delle imprese dei propri territori, tramite fondi destinati al potenziamento o alla costruzione di una struttura di vendita online, e quindi alla realizzazione di siti e-commerce.

Questo genere di iniziative, già promosse in passato con fortune alterne, sta riscuotendo un interesse diffuso a prescindere dai settori di attività. Sintomo evidente che gli investimenti di moltissimi imprenditori si stanno orientando verso la digitalizzazione delle imprese e che, di conseguenza, ci sia un’attenzione maggiore e crescente verso la diversificazione dei canali di vendita rispetto al recente passato.

Questa grande attenzione da parte di molti soggetti verso la digitalizzazione delle imprese sta generando a cascata un effetto domino anche su altre tipologie di investimenti e, contestualmente, sta aiutando tantissime attività a considerare in maniera differente il proprio approccio commerciale e i propri metodi di produzione alimentando una riflessione molto più ampia sul modo di “fare impresa”. Finalmente l’approccio verso la digitalizzazione pare avere un ruolo centrale, dopo che per anni ha rappresentato per tantissime realtà un obiettivo quantomeno secondario.

A dar manforte a questa ventata di innovazione ci sono anche i dati relativi allo smart working, che nel corso degli ultimi mesi è passato da “possibile” a “necessario”, che hanno evidenziato benefici per imprese e dipendenti.

Sembra essersi innescata una vera e propria corsa alla digitalizzazione, come se la pandemia avesse accelerato questo processo evidenziando in maniera lampante tutte le difficoltà e l’inefficacia di svariate aziende, legate indissolubilmente a modi e metodi che nel corso degli anni non avevano mai subito grandi stravolgimenti.

Forse è esagerato parlare di rivoluzione, ma quello che sta accadendo merita certamente un approfondimento. Facendo un esempio concreto, lo scorso 27 maggio ha aperto i battenti un bando promosso da Unioncamere Lombardia che aveva come obiettivo quello di finanziare progetti finalizzati ad attività come l’integrazione digitale del negozio fisico, lo sviluppo di nuove soluzioni logistiche, un approccio omnicanale, la vendita via social o e-commerce, l’adeguamento per i dispositivi mobile. Di fatto, quindi, approcciarsi a queste soluzioni implica un ripensamento, un adeguamento e di fatto un miglioramento di altre attività legate alle rispettive società, portando quindi le aziende ad investire ad ampio raggio su loro stesse.

L’apertura dello sportello telematico per effettuare le domande, inizialmente prevista per il 19 maggio, è stata posticipata a causa del massiccio numero di richieste pervenute: termometro perfetto per comprendere quanta attenzione ci sia attorno a questo tema e quindi alla necessità di finanziare progetti che vanno in quella direzione. In poco più di un’ora sono state letteralmente polverizzate le risorse a disposizione stanziate dall’Ente (poco più di 4 milioni di euro complessivamente).

Un altro elemento interessante è rappresentato dal fatto che questo genere di contributo ha attratto aziende ed imprese di diversi settori, spaziando come mai successo in precedenza tra settori produttivi e coinvolgendo trasversalmente attività di qualsiasi genere passando da comparti produttivi e finendo per attività di servizi.

La sensazione che si percepisce è quella di essere di fronte all’inizio di una nuova era digitale, che pian piano sta coinvolgendo le aziende di qualsiasi settore, a prescindere dal codice Ateco apposto sulle rispettive visure camerali. Un processo che sembra avviato e che difficilmente effettuerà retromarcia. Resta da capire se, per una volta, questo processo sarà rapido così da consentire agli imprenditori italiani di tenere il passo rispetto ai propri concorrenti su scala europea. Sullo sfondo, ma con un ruolo determinante, resta da sbrogliare il rebus sulla connettività del territorio italiano. Un pezzo importante del rilancio del nostro Paese passa inevitabilmente da qui.

Leonardo Menduni

Arkadia Global Management Advisor

 

Articolo fornito da Arkadia GMA

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