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Agevolazioni, cosa aspettarsi dal 2022?

agevolazioni 2022

Il 2022 è atteso da molti come l’anno nel quale si inizierà a beneficiare concretamente dell’applicazione del PNRR e delle relative agevolazioni ad esso collegate. Tuttavia, ad oggi risulta molto complicato capire come verranno strutturate concretamente le misure agevolative con le quali verranno utilizzati i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.

Con ogni probabilità dal mese di settembre inizierà a definirsi meglio il quadro delle nuove misure che intenderà attuare il Governo al fine di rilanciare la propria economia, favorendo la ripresa delle imprese dopo due anni di enormi difficoltà.

In attesa di capire come verranno strutturate le misure dei prossimi anni, è interessante approfondire quel che sta accadendo oggi sul tema delle agevolazioni alle imprese. Per il momento si sta attraversando una fase che, per semplificare, potremmo definire di “ristoro”. Alcuni enti erogatori stanno più che altro esaurendo vecchie risorse finanziarie per garantire continuità alle aziende che sono ripartite, senza avere ad oggi una vera e propria organizzazione a medio-lungo termine delle misure agevolative. Contemporaneamente comincia ad esser molto diffusa, sia su scala locale che nazionale, una serie di contributi ed agevolazioni per le start-up che, a fronte di molte attività cessate in questi mesi, aumenteranno fisiologicamente nei prossimi anni.

Facendo invece un passo indietro per capire cosa ci prospetta il futuro, è opportuno ricordare che negli ultimi anni gli strumenti che hanno dato certamente un apporto tangibile e concreto sono stati quelli legati ad Industria 4.0, tramutata poi in Transizione 4.0. In particolar modo le misure agevolative più significative hanno toccato via via tutti gli ambiti previsti dal piano, partendo dalle attività di Ricerca & Sviluppo, passando per gli investimenti e le attività di formazione del personale relativamente alle tematiche 4.0 previste dal piano.

Industria 4.0 è stata costruita avendo come obiettivo fondamentale quello di rendere la produzione quanto più flessibile e autonoma rendendola “smart”. Per centrare questo obiettivo è stata fondata su una serie di tecnologie abilitanti come la Realtà Aumentata, il Cloud, la robotica intelligente e collaborativa, cyber security, l’IoT. Molte di queste tecnologie abilitanti sono state introdotte stabilmente in tantissime piccole e medie imprese italiane soltanto nel periodo legato all’emergenza Covid-19, più per necessità che per una scelta consapevole e ponderata. Basti pensare all’utilizzo del Cloud, che al netto della migrazione “obbligata” scaturita dalla fatturazione elettronica divenuta obbligatoria, è stato utilizzato raramente mentre rappresenta, oggi, una certezza per le imprese che vogliono accelerare e consentire di lavorare con grande velocità in condizioni e luoghi differenti, generando buoni risultati e garantendo flessibilità.

Forse l’aspetto più interessante dei prossimi anni sarà quello di capire quale nuova evoluzione potrà avere il piano Industria 4.0, che dovrà necessariamente tener conto della pandemia e che rappresenterà il pilastro portante della ripartenza post Covid-19.

Da questo punto di vista la misura che ha dato maggior respiro alle aziende è indubbiamente quella del credito d’imposta che, seppur tra molte lacune normative e numerosi cambiamenti in corso d’opera, ha rappresentato un’opportunità interessante da cogliere per tantissime aziende italiane nel corso degli ultimi anni. Nel 2022 saranno ancora fruibili i crediti d’imposta per investimenti 4.0, formazione 4.0, Ricerca & Sviluppo. Per quest’ultimo, inoltre, ci sarà un rialzo previsto per le aliquote relative da applicare alle attività di ricerca industriale, innovazione estetica e innovazione tecnologica.

Tuttavia, sul tavolo del governo ci sono ancora una serie di misure agevolative in attesa di decreti attuativi che le regolamentino in modo più chiaro ed efficace. I temi portanti dei nuovi aiuti ruoteranno intorno a due capisaldi fondamentali: sostenibilità e digitalizzazione. Proprio in merito a queste due tematiche specifiche è stato previsto un nuovo credito d’imposta che dovrà ancora essere strutturato e che, probabilmente, rappresenterà la base fondamentale per la ripartenza di moltissime imprese a partire dal prossimo anno e per i successivi.

Digitalizzazione e sostenibilità dovranno necessariamente incrociarsi e rappresentare la base su cui poggiare investimenti, progetti immediati e futuri di aziende e imprenditori. Le stesse basi su cui, verosimilmente, verrà poggiata una grossa fetta delle agevolazioni e quindi della ripresa economica italiana.

Leonardo Menduni

Arkadia Global Management Advisor

 

Articolo fornito da Arkadia GMA

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